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venerdì 18 gennaio 2013

Anna vestita di sangue

Anna vestita di sangue
 di: Kendare Blake casa editrice: Newton Compton pag: 283




Cas Lowood non è un adolescente come tanti. Dopo la morte del padre, cacciatore di fantasmi, decide di prendere il suo posto nella lotta contro gli spiriti, aspettando di poter un giorno vendicare la morte del genitore avvenuta  per mano di uno spettro divoratore. I fantasmi con cui si trova ad avere a che fare Cas infatti, sono pericolosi e mortali , e solo grazie alla sua speciale discendenza e ad un pugnale rituale , l'athame, il ragazzo è in grado di dare agli spettri una morte definitiva. Sempre in viaggio con sua madre da una città all'altra alla ricerca di anime da rispedire nell'aldilà, Cas giunge a Thunder Bay dove si trova ad avere  a che fare con un potentissimo fantasma omicida: Anna Korlov, Anna vestita di Sangue...

Anna vestita di Sangue è uno Young Adult noir narrato in prima persona dalla voce del protagonista Teseo Cassio Lowood. Il romanzo gioca sull'alternanza di uno stile ironico a quello più cupo e misterioso di un noir, sulla falsa riga di telefilm come Supernatual.  Il libro  è sempre in bilico tra una scrittura a tratti troppo lenta e poco approfondita e parti in cui invece riesce a risvegliare l'interesse del lettore e a spingerlo a continuare per scoprire il mistero di Anna Korlov. Cosa rende Anna uno spirito così potente e fatale? Assieme all'aiuto di altri ragazzi, Thomas e Carmel, Cas affronterà non solo un temibile avversario ultraterreno, ma scoprirà anche qualcosa sull'amicizia e sull'amore, mentre il mistero man mano si rivela. Se da una parte il libro si lascia leggere facilmente, dall'altro si notano delle ingenuità, come la sicumera di Cas che, nei suoi diciassette anni, sente  di avere "un destino solitario" e lo segue spavaldo, cosa che, se non ci fossero poi degli elementi sarcastici lo renderebbe un po' troppo simile a certi romanzi hard-boiled, in cui tutti i personaggi sembrano un po' delle macchiette in confronto al protagonista sempre ultra-certo di quello che fa. Allo stesso modo, mentre la versione crudele e vendicativa di Anna la rendono interessante come fantasma, la stesso interesse non è suscitato dalla sua parte "buona", che a mio avviso  non emerge a sufficienza e a cui non ci si affeziona e che sarebbe potuta essere interessante soprattutto in vista dei seguiti. In definitiva il libro ha delle buone idee, ma non le sfrutta a fondo, rimanendo sulla superficie di quello che sarebbe potuto essere un libro migliore.  Nel complesso Anna Vestita di sangue è una lettura godibile, ma decisamente non fa urlare al miracolo. Consigliato a lettori amanti del noir e a chi di YA non è ha mai abbastanza. Voto: 7--

La serie di Anna si avvale già di un secondo volume, non ancora edito in Italia dal titolo "Girls of Nightmares"


sabato 12 novembre 2011

Il codice delle fate
di Lisa Tuttle casa editrice: Newton & Compton pag: 351




Peri Lensky è misteriosamente scomparsa da due anni. Dopo una strana telefonata ed un avvistamento della ragazza, sua madre  decide di assumere un investigatore privato per far luce sulla verità. Casi di misteriose scomparse e vicende dell'investigatore privato Ian Kennedy si mischiano sullo sfondo di questo giallo legato a miti celtici.


Il codice delle fate è stato catalogato come libro fantasy e non si può dire che sia privo di elementi tipici di questo tipo di narrazione. Allo stesso tempo però il romanzo risulta essere prevalentemente un giallo, che si snoda attraverso la narrazione di misteriose scomparse in diverse epoche, in diversi luoghi e attraverso le personali vicissitudini del protagonista, Ian, in materia di inspiegabili sparizioni. La vicenda base del libro si ancora a famosi miti celtici, realmente noti, e all'esistenza nella cultura mitologica delle Highlands del "popolo delle fate". Sulla quarta di copertina il libro viene definito Dark-fantasy, ed in effetti la parte fantasy-mitologica  ha, in questo racconto, connotazioni oscure legate ad un folklore che disegna il popolo delle fate come tutt'altro che benevolo. La storia a suo modo scorre veloce e non è priva di interesse, ma ammetto che personalmente non ho apprezzato molto l'idea di far rivivere una famosa leggenda celtica dai connotati alquanto inquietanti. Non ho amato particolarmente questa lettura perchè non appartiene al tipo di libri che io apprezzo, e per la presenza a mio avviso  di parti un pò "stonate" (non saprei come altro descrivere la sensazione che mi hanno dato) .Se vi piacciono i gialli e non disdegnate l'idea che possano fondersi con spiegazioni di tipo fantasy-mitologico in cui "le fate" fanno la parte "del cattivo" questo libro fa per voi. Voto: 6.5