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giovedì 6 giugno 2013

Joyland

Joyland
di: Stephen King casa editrice: Sperling & Kupfer collana: Pandora pag: 351 titolo originale: Joyland



1973. Devin Jones, squattrinato  studente universitario originario del Maine, trova un lavoro stagionale  presso il parco di divertimenti Joyland nella Carolina del Nord. Dev ha ventuno anni, un cuore spezzato e davanti a se un'Estate come Allegro Aiutante in un parco con un oscuro segreto. Anni prima un efferato delitto si è infatti consumato all'interno del tunnel dell'orrore nel Castello del Brivido di Joyland, una ragazza, Linda Gray, è stata brutalmente uccisa e abbandonata da un uomo all'interno dell'attrazione e ora pare si manifesti come fantasma ai lavoranti del parco. Nella calda Estate di Joyland, Devin imparerà molto sulla mascotte di Joyland (il simpatico Howie), sul rutilante mondo dell'intrattenimento vacanziero e sui misteri che l'avvolgono.

Se voi bifol...hem..se voi lettori conosceste la "Parlata" non avrei bisogno di dirvi che è necessario impiumare lo sparaspara e caricare il montafessi, perché sarebbe chiaro anche agli occhi del più ingenuo  frolloccone. Nel parco di Joyland si vende divertimento e nessuno meglio di una Allegro Aiutante lo può sapere. Usando i passaggi fra baracconi, tendoni, giostre e chioschi imparereste come schizzare da un capo all'altro del parco in zero secondi e sapreste che la gioia di un frolloccone è il vostro obiettivo giornaliero. L'obiettivo di Stephen King in Joyland è invece quello di descrivere la strana estate del buon vecchio (si fa per dire) Jonesy che per racimolare qualche spicciolo ad uso universitario si ritrova nei panni (ma anche nella pelliccia) di tuttofare all'interno di Joyland, mentre combatte con la graduale presa di coscienza dell'essere stato scaricato dalla sua ragazza e si arrovella sulla tragica morte di Linda Gray. L'iniziale parte del romanzo, una buona metà invero, incentrata sulla descrizione piacevole e fantasiosa della vita del parco ,fatta in prima persona da Dev, risulta estremamente scorrevole e divertente, e le pagine fluiscono rapide tra le mani del lettore. Non sapendo infatti che si tratta di un romanzo di King potrebbe sembrarvi una leggera lettura di intrattenimento con un lievissimo risvolto paranormale sullo sfondo. Se infatti state pregustando una lettura densa di paura e brividi, sappiate che Joyland è un romanzo giallo in cui il giallo sembra essersi ritrovato a passare per caso. Niente morti sulle montagne russe, o al tiro a segno o sulla ruota panoramica quindi, ma solo un fantasma sfortunato nel tunnel dell'orrore. Niente di stupefacente quindi, lo sapevate, King ha addirittura cambiato editore per l'occasione proprio per mettere sull'avviso i suoi fedeli lettori che questa era una lettura diversa dal solito. Quello che però non ci si aspetta è sicuramente l'estrema marginalità della parte "gialla" e di come questa venga sviluppata in fretta e in maniera poco approfondita all'interno dell'opera. Joyland si legge in pochissime ore e alla fine della lettura (seppur piacevolissima) si resta con l'impressione di aver letto un lungo racconto invece di un romanzo. La soluzione del caso avviene così repentinamente e in maniera così superficiale da rimanere un po' spiazzati. Lo svolgimento delle scene clou è così veloce da sembrare, come già detto, quella di un racconto, in cui è necessario stringare tutto in poche scene per brevità. Come lettrice di romanzi di ogni genere ho trovato molto ben fatta tutta la parte riguardante il "mondo del parco", ma poco soddisfacente quella gialla. Nel complesso quindi ho apprezzato e trovato divertente tutta la parte "Joyland", con la descrizione delle giostre, delle varie attività del parco e dei suoi personaggi (la chiromante Rozzie, il caposquadra Pop) o l'esibizione del Simpatico Howie nell'Hokey Pokey,  ma deludente il fulcro della storia , il mistero delle uccisioni, che viene liquidato alla bell'e meglio. In definitiva volendo apprezzare appieno questa lettura dovrete gustarvi quello che vi viene offerto senza troppe aspettative sulla risoluzione del mistero, visto così il libro vale la spesa, ma se i romanzi gialli sono il vostro pane quotidiano potreste rimanere con un po' di amaro in bocca. Consigliato a chi ama King, a chi cerca una lettura carina ma non paurosa e al frolloccone che è in ognuno di voi. Voto: 7.


 Di fianco la copertina originale americana.

mercoledì 15 maggio 2013

Timmy Frana

Timmy Frana
il detective che risolve ogni grana (o quasi)

di: Stephan Pastis casa editrice: Sperling & Kupfer collana: Pandora pag: 293 titolo originale: Timmy Failure: Mistakes Were Made illustrazioni: Stephan Pastis



Timmy Frana ha una missione nella vita: risolvere difficilissimi casi investigativi. Per questo Timmy ha fondato un'agenzia investigativa insieme al suo artico socio Super: un orso polare di settecento chili. La sede della società è l'armadio della mamma e il suo socio sembra combinare più guai che altro, ma Timmy non demorde. Con un intuito investigativo decisamente "speciale", Timmy si appresta a risolvere casi shock come la scomparsa di dolcetti di Halloween di Gunnar.




Potrei dire che questo è il primo caso di libro illustrato e scottanti casi investigativi, ma mentirei. La Sogno-Del-Drago-Investigations ha già avuto fra le mani diverse matasse da sbrogliare, come il caso del "Bubble-Gum di Praga" o il mistero dei "Pastelli dalla Memoria Corta", ma queste sono altre storie... Veniamo al geniale Timmy e al suo socio candido come la neve. Se la mia agenzia non avesse il successo che ha vi affiderei sicuramente e senza remore alle mani esperte di questo giovane dalla grande fantasia e dall'incredibile talento ( e credetemi quando dico incredibile). Timmy ha un fiuto per gli eventi che trascende l'ovvio per diventare immaginifico e superbamente originale. Non date retta a chi, come Rollo Secchia, si ferma alla banalità degli eventi e fornisce spiegazioni del tutto ovvie, Timmy vede cose che sfuggono all'occhio del comune osservatore, e non possiamo quindi che manifestare stima e consenso per cotanto giovanile ingegno. Se poi uniamo alla sue vicende delle vignette del tutto spassose e calzanti ecco che otteniamo la quadratura del cerchio. Ma non illudetevi pensando che le cose siano semplici come appaiono, da grandi poteri derivano grandi responsabilità, ecco quindi che Timmy e la sua agenzia saranno presto minacciate dalla concorrenza di una persona che, per rispetto a Timmy, non nomineremo, ma che il nostro protagonista proprio non sopporta, e le cui perfide trame tenterà più volte di sventare. Stephan Pastis scrive e illustra un libro per bambini simpatico e burlone, che è il brillante connubio fra una storia molto semplice, ma per niente scontata, e una  strip comica che si dipana per tutto il libro. Seppur costruito per essere rivolto ad un pubblico giovanissimo, il libro risulta piacevole anche a chi, con grande ironia, si approccia a leggerlo senza  troppi paletti mentali. Personalmente ho trovato la storia carina e le vignette azzeccate, e devo dire che se non avessi Starry (il mio fido Drago) che mi accompagna nelle mie mille avventure potrei fare un pensierino su un orso polare ( -Su Starry non mettere il broncio ora, scherzavo!- Draghi! la potenza di fuoco di un vulcano e la sensibilità di un cucciolo di foca!).  In definitiva una lettura veloce, con disegni divertenti, che tiene compagnia con buon umore. Consigliato a lettori giovani, a chi adora le strip comiche, a lettori adulti che sanno immedisimarsi in un investigatore adorabilmente pasticcione. Voto: 7  e mezzo.

Un brano dal libro:

"Ah, forse dovrei dire qualcosa sulla Franamobile. In effetti di per sé non si chiama Franamobile. Si chiama monopattino a motore ed è di mia mamma, l’ha vinto a una lotteria. E ha anche stabilito regole ferree su quando e come posso usarlo."


mercoledì 6 marzo 2013

Seraphina

Seraphina
La ragazza con il cuore di drago
di: Rachel Hartman casa editrice: Sperling & Kupfer pag: 394 titolo originale: Seraphina



Seraphina Dombegh, abile musicista e braccio destro del compositore di corte Viridius, vive in un mondo dove esseri umani e Draghi convivono pacificamente grazie ad un trattato di pace redatto quarant'anni prima. La città di Goredd sta per festeggiare l'anniversario del trattato e fervono i preparativi per l'accoglienza dell'Ardmagar Comonot, capo del regno dei draghi. Ma antichi dissapori e malcontenti strisciano furtivi nella città, dove i saarantras (i draghi in forma umana) sono temuti e tenuti a distanza dalla popolazione, e osteggiati dall'ordine dei Figli di Sant'Ogdo. Seraphina vive una vita in bilico tra i due mondi, custodendo da sempre un terribile segreto che la vedrà coinvolta nel mistero che avvolge la strana morte del Principe Rufus.

Seraphina è un Fantasy medievale ricco di elementi originali, caratteristici di un mondo creato su musira da Rachel Hartman. Il romanzo è fin dalle prime pagine immerso negli elementi che compongono la complessa società di Goredd, con il suo particolare credo religioso (ricco di Santi), la suddivisione in esseri umani e saar, e la vita di un borgo medievale dagli speciali aspetti. A tutto ciò si aggiunge la complicata personalità di Seraphina, che deve riuscire ad unire il suo lato umano al suo lato saar e nel contempo nascondere a tutti la sua vera natura di mezzosangue. Il salto nel mondo di Phina è immediato e il lettore deve adattarsi ai vari elementi che vengono dati quasi per scontati all'inizio della narrazione, ma a cui man mano ci si abitua e che si apprezzano con lo scorrere della pagine. Andando avanti nel romanzo infatti si viene coinvolti dal mistero della morte del principe Rufus, e si segue con piacere l'evoluzione degli eventi e quella personale di Seraphina. Il mondo creato da Rachel Hartman risulta alla fine credibile e interessante, e anche la storia coinvolge e interessa , con personaggi ben descritti e con una attenta introspezione della natura dei saar, con la loro rigida necessità di tenere tutti in ard (ossia in ordine) e discostarsi dalla natura emotiva degli umani. Tutti questi elementi risultano alla fine una base solida per un buon Fantasy, ma il romanzo pecca purtroppo di uno stile ancora un po' acerbo e la prosa, a mio avviso, è forse la parte più debole del libro, essendo ancora un po' grezza, come se dovesse ancora raggiungere una maturazione, sebbene nel complesso il libro resti valido e interessante. A ciò si aggiungono inoltre alcuni errori fatti in fase di traduzione, come l'utilizzo del "lei" per rivolgersi in maniera formale invece del (secondo me) più adatto "voi", data la collocazione medievale, e della perdita qui e lì di alcuni congiuntivi nella notte tempi. In definitiva ho trovato Seraphina un romanzo interessante nel suo lato fantasy e piacevole nel suo lato più romantico (eh si non l'avevo detto, ma c'è anche un risvolto sentimentale). Consigliato agli amanti del Fantasy,  e a chi adora immergersi in mondo creati ad hoc per un libro. Voto: 7 e mezzo

Due pezzi tratti dal romanzo:

"Cerco di nascondere scrupolosamente ogni ragione legittima perché la gente mi odi e poi salta fuori che non hanno bisogno di alcuna ragione plausibile. Il cielo ha forgiato un coltello di ironia con cui trafiggermi."

"A volte la verità fa fatica a passare attraverso le mura delle nostre convinzioni. Una menzogna, se vestita con gli abiti adeguati, passa più facilmente"

Qui di fianco e in basso riporto le copertine originali americane della versione Kindle e della versione cartacea . In  America è già previsto un seguito di Seraphina dal titolo Dracomachia, che dovrebbe vedere la pubblicazione entro il 2013.

lunedì 26 novembre 2012

La bambina che fece il giro di Fairyland per salvare la fantasia

La bambina che fece il giro di Fairyland per salvare la fantasia 
di: Catherynne M. Valente casa editrice: Sperling & Kupfer pag: 279 titolo originale: The Girl Who Circumnavigated FairyLand




Settembre ha dodici anni ed è stufa delle solite cose di tutti i giorni. Così, quando il Vento Verde le propone di andare a FairyLand, non ci pensa due volte e in groppa ad un Leopardo delle Brezze Lievi comincia un incredibile avventura fra steghe, Fate, regine, Viverne e molto altro ancora..

Il romanzo di C.M.Valente è un opera di fantasia che si pone a metà strada fra Alice nel Paese delle Meraviglie e La Bussola d'Oro. Ritroviamo le atmosfere Carrolliane in diversi aspetti: i numerosissimi personaggi, i dialoghi non-sense e il tema del viaggio-avventura attraverso luoghi incredibili e immaginifici . Allo stesso tempo però osserviamo, rispetto ad Alice, un'introduzione di lati oscuri nei personaggi e la creazione di atmosfere quasi al limite con il noir, come accadeva nella Bussola d'Oro. Se infatti Alice è ingenua e si ritrova suo malgrado nelle assurde situazioni del paese delle meraviglie, Settembre è consapevole delle sue scelte ed affronta con tenacia e spirito d'avventura tutte le sfide che man mano si avvicendano.
Quello di Settembre, però, è un viaggio più complesso di quello di Alice. Settembre incontrerà anche personaggi oscuri, come la Marchesa, si troverà a compiere scelte drastiche e a vivere sulla sua pelle situazioni quasi drammatiche. Mentre in Alice è possibile ridere degli stessi "cattivi" (la Regina di Cuori è a suo modo un personaggio spassoso), in questo libro i "cattivi" sono fatti per spaventare e far paura, per impressionare e sconvolgere. Il personaggio della Marchesa è in questo senso molto ben  riuscito, affascinante nella sua oscurità. Anche i compagni di avventura, ed in particolare la Viverna "Dalla A alla L" e il Marid Sabato sono ben costruiti e vividi. Il libro nel complesso presenta delle buone idee di base, ma pecca purtroppo di alcune sviste dal punto di vista stilistico. Se infatti i dialoghi non-sense di Lewis Carrol sono  dei piccoli gioielli narrativi, dove niente è sprecato o è a caso,  quelli di C.M.Valente diventano  un esercizio di stile forzato ed eccessivo, spesso non necessario.  Il libro manca di quella freschezza narrativa che si ha in Alice e diventa in alcuni punti un po' noioso, con passaggi evitabili o mal costruiti. Nel complesso però il libro si lascia leggere e riesce anche piacevolmente a stupire nel finale, che devo dire di aver apprezzato molto e che ha riscattato in gran parte il romanzo. Consiglio la lettura di questo libro a chi cerca una favola-noir e ai lettori  giovani. Voto: 7--

domenica 20 novembre 2011

The Mark

The Mark

di: Leigh Fallon editore: Sperling & Kupfer pag:268  titolo originale: The  Carrier of the Mark



Megan è appena arrivata in una nuova scuola, nella città di Kinsale in Irlanda. Fin dal primo giorno viene notata dal bellissimo e misterioso Adam DeRis, che in breve entrerà a far parte della sua vita svelandole la natura del simbolo sul suo collo e il magico destino, legato ai quattro elementi, che l'attende.

Fin dalle prime pagine del libro si ha una sensazione forte di déjà-vu, che non predispone molto alla lettura. Le somiglianze con fantasy antecedenti e stranoti (l'arrivo in una nuova scuola, il tipo bello e tenebroso, la famiglia di lui che non  vede la protagonista di buon occhio , il fatto che i DeRis siano considerati misteriosi) fanno alzare gli occhi al cielo chiedendosi quanti libri-fotocopia gli editori abbiano ancora desiderio di pubblicare in futuro. Personalmente ho letto negli ultimi tempi molti romanzi , ed in particolare Young Adult, che si ispirano fortemente ad altri, riuscendo però in qualche modo ad introdurre sempre qualcosa di nuovo, senza quindi stancare il lettore. The Mark purtroppo non ha dalla sua parte un forza innovativa sufficiente, né uno stile  tale da sopperire a questa mancanza di innovazione. I personaggi interagiscono fra di loro in maniera poco credibile, passando dalla rabbia alla simpatia  o dalla diffidenza all'amore in poche righe. Si dice quanto i due personaggi siano attratti l'uno dall'altro senza rendere plasubile il tutto con una costruzione più attenta e approfondita del loro rapporto. In sintesi, lo stile è un po' piatto ed infantile e vanifica quel poco di stimolante che riserva la storia. Superate le incongruenze, la storia prende un pò di vita solo nell'ultimo terzo del romanzo, lasciando con una briciola di interesse per quanto verrà svelato  nei prossimi volumi. Consiglio questo libro solo a chi adora i libri "alla twilight" (sebbene qui non ci siano vampiri)  ed è totalmente immune alla mancanza di plausibilità nello svolgimento di una storia. Voto: 5.


Qui il sito web dell'autrice.

sabato 12 novembre 2011

Un dono dal cielo
Beau Wyndham

di Georgette Heyer casa editrice: Sperling & Kupfer pag: 241



Alle soglie dei trent'anni Richard Wyndham si ritrova ad essere "quasi promesso" ad una bella e gelida ragazza che non lo ama. Quando ormai sente di essere posto difronte   all'ineluttabile destino di un matrimonio senza amore qualcuno piomba nella sua vita e lo trascina in un'improbabile avventura. Una giovane ragazza, una collana di diamanti e temibili personaggi si metteranno fra il bel Dandy  e il suo destino.


Un dono dal cielo si apre con una scena  divertente che ci introduce da subito  ai toni scherzosi e ironici della narrazione. Il libro è infatti più volto alla narrazione delle varie e intricate vicende dei protagonisti, descritte spesso con un discreto senso dell'humour,  che non al lato romantico-amoroso che ci si aspetta di solito da un romanzo classificato come "rosa". The Corinthian, titolo originale dell'opera, è in definitiva una opera  molto semplice , che non si prende troppo sul serio e si lascia leggere, ma che viene però svilita da una  traduzione, a mio avviso, arrangiata e da numerosi refusi. Migliore storia e migliore caratterizzazione dei personaggi rispetto a "Lady Serena". Consigliato a chi cerca un libro leggero. Voto:7.
Lady Serena
Gli inganni del cuore

di Georgette Heyer casa editrice: Sperling & Kupfer pag: 315



Lady Serena è una giovane donna aristocratica tanto bella quanto indomabile. Alla morte del padre scopre, insieme alla sua giovanissima matrigna Fanny, che la sua rendita è stata posta sotto la tutela del marchese Rotheram, l'uomo a cui si era promessa in sposa e che aveva poi rifiutato. Trasferitasi a Bath con Fanny, Serena incontra dopo molti anni il suo primo amore di gioventù. Le vite di numerosi personaggi si intrecciano nella assolata Bath, fra amori, incomprensioni e incredibili rivelazioni.


Nella mia ricerca di nuovi tipi di letture mi sono orientata al romanzo rosa e ho deciso di leggere un romanzo della Heyer dopo i molti pareri positivi letti qui e lì su internet. Avrei in verità scelto altri titoli di questa autrice più famosi e che mi erano anche stati consigliati, ma le librerie in Agosto sono spietatamente sfornite e così mi è capitato fra le mani questo titolo. Il romanzo è ambientato nell'Inghilterra  della cosidetta "reggenza" e l'autrice cerca di ricreare le atmosfere e le conversazioni dell'epoca in maniera semplice e talvolta un pò ingenua, ma riuscendo comunque a non annoiare. Lady Serena è infatti una lettura molto scorrevole che ho finito nelle tempo libero in soli due giorni.
Dai  commenti su amazon ho scoperto che Lady Serena (dal titolo originale "Bath tangle" ovvero "Confusione a Bath")  è diverso rispetto allo stile solito della scrittrice e che i  libri della  Heyer sono in genere ricchi di ironia. Devo  dire che ho apprezzato una scena in particolare di questo libro, che si svolge fra Rotheram ed il suo pupillo Gerard,  da cui si intuisce la capacità dell'autrice di creare situazioni divertenti, ma che forse questo libro in particolare punta più sul lato romanzesco rosa tipico. Ho trovato riduttiva la scelta del titolo " Lady Serena", che pone questo personaggio come principale, mentre la vicenda ruota un pò attorno a tutti i personaggi, ma rimango comunque con una grande curiosità nei confronti di tutti gli altri titoli che continuano a riscuotere successo dopo 30 anni dalla scomparsa dell'autrice. Non conoscendo a fondo lo stile della scrittrice non mi sento di dare al libro un volto molto alto che spero di poter invece dare ai prossimi. Consigliato a chi cerca un storia romantica ambientata nella bella Inghilterra. Voto: 6.5.