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domenica 16 giugno 2013

Dark Lord. Le origini

Dark Lord.Le origini

di: Jamie Thomson casa editrice: Salani pag: 318 titolo originale: Dark Lord. The Teenage Years illustrazioni: Freya Artas





Come vi sentireste se, temibili e incontrastati Oscuri Signori, vi risvegliaste nel corpo di un tredicenne umano? Senza più Agghiaccianti Legioni al vostro servizio, senza più Elmo dei Padroni sul vostro capo e senza la possibilità di soggiogare ogni forma vivente (o non vivente) al vostro volere? Uno Oscuro Signore alle prese con le scuole medie...

La sola vista della vostra insignificante umanità ferisce i miei occhi e insulta la mia vista. Come Oscura Signora di questo Blog dell'Eterna Catastrofe mi basterebbe schioccare le dita acciocché Stargazer, il mio Drago del Dolore Alato, vi schiacciasse come insetti. Ma oggi mi sento molto magnanima, per cui mi limiterò ad utilizzare un incantesimo della Imposizione-Letturale e vi costringerò a leggere la mia recensione. Mentre voi patetiche creature vi apprestate dunque a leggere le mie tetre e fosche parole deciderò cosa fare di voi alla fine della rece. Dark Lord, meglio noto a se stesso come Oscuro Signore e Padrone della Torre della Ferrea Disperazione, si è risvegliato nei panni di Dirk Lloyd un tredicenne di cui non si conoscono le origini, che viene presto affidato alle cure della famiglia PureJoy. Con l'aiuto di Chris e Sooz (fedeli attendenti) cercherà di tornare nella sua dimensione. Jamie Thomson (collaboratore dell'Oscuro Signore) ci introduce nella mente più comicamente malvagia e  spassosamente spietata che la narrativa per ragazzi abbia mai incontrato. L'Oscuro Signore si trova a dover dimostrare al mondo (per poi ovviamente soggiogarlo) la sua perfida e letale natura, ma non è molto facile quando è prima necessario finire i compiti! Scivolando sulle macchinose elucubrazioni di un Lord del Male nelle vesti di uno studente delle scuole medie, potreste presto ritrovarvi con un ghigno sul viso mentre voltate rapidi le pagine alla scoperta dell'ultima malefica trovata di Dirk. Non preoccupatevi dunque se la vostra natura ferreamente buonista vi induce a parteggiare sempre per le forze del bene, Dark Lord saprà come piegarvi al suo volere, facendovi desiderare, con lo scorrere delle pagine, di essere almeno un Orco o un Goblin per entrare nelle sue schiere. Non occorre dunque che siate dei malvagi lettori per godere appieno della lettura, una mente potente come quella dell'Oscuro Signore è in grado di volgere a suo piacimento le vostre preferenze, e alla fine della storia non potrete che esserne soggiogati conquistati. Ho trovato questa lettura maleficamente scorrevole, con un protagonista che mi ha ispirato una affettuosa e brutale devozione e che mi ha rallegrato con i suoi stratagemmi bizzarri. E' stata sufficiente una mezza giornata di lettura per finire il libro, che in definitiva ho trovato molto carino, e piacevole a sufficienza per intrattenere senza essere mai infantile o scontato. Orbene, siete infine giunti alla fine della rece patetiche entità, ma vedo un luccichio funesto nel vostro sguardo che mi compiace non poco. Sì! Credo di aver risvegliato in voi un pernicioso interesse per questa tenebrosa lettura. Credo dunque che risparmierò le vostre anime, almeno fino alla prossima rece. Consigliato a lettori di tutte le età Santo Cielo!  Per i sette Inferi!. Voto: 8.

Un brano tratto dal libro:

"Dirk aggrottò le sopracciglia. I servizi sociali? Erano un qualche tipo di legione o reparto militare con il compito di spazzare via i reietti della società come umani, Elfi e altri inutili paladini del bene? Un'unità specializzata nella pazzia! Sembrava utile. Perché non ci aveva mai pensato? Una legione di Orchi folli, psicotici e rabbiosi, per esempio, che idea straordinaria! C'era tanto da imparare da questo mondo. Sempre che riuscisse a sopravvivere a ogni nuovo incontro con i suoi abitanti.
<<Non temere, siamo qui per aiutarti>> lo rassicurò Wings.
<<Ma certamente>> rispose Dirk. <<E ora prestate molta attenzione, insignificanti esseri umani. Prima di tutto, mi rivelerete dove mi trovo.Quindi mi fornirete degli indumenti, incluso il mio Mantello, e mi condurrete dal vostro capo. Accetterò immediatamente una sua dichiarazione giurata di fedeltà e, subito dopo, assumerò il controllo della città. Chiunque deciderà di opporsi, verrà distrutto.>>"

Qui di fianco la copertina inglese del secondo libro della serie dal titolo: "Dark Lord. A friend in Need"

martedì 9 aprile 2013

Bambini di farina

Bambini di farina
di: Anne Fine casa editrice: Salani pag: 164 titolo originale: Flour Babies



I ragazzi di una classe di liceo inglese ricevono il compito di occuparsi per tre settimane di un "bambino di farina", un sacchetto di farina del peso di tre chili che simuli un vero neonato e che come tale non dovrà mai essere lasciato solo durante la giornata a meno di non trovare una "baby sitter". L'esperimento, necessario per  partecipare alla fiera della scienza, viene assegnato alla scalmanata classe IV -C composta dai ragazzi meno dotati della scuola, i quali saranno anche soggetti all'onere di compilare un diario che tenga nota di ciascuno dei 21 giorni di "genitorato" farinaceo. Lo studente Simon Martin vivrà l'esperienza in maniera molto sentita.

Bambini di farina è un libro per ragazzi  stravagante, infarcito di un lieve humor inglese e caratterizzato da scene scolastiche a tratti divertenti e a tratti un po' strampalate. Il professor Cartright, che ha il duro compito di occuparsi dei ragazzi della IV C è anch'egli un insegnante sui generis, disperato per la malasorte di trattare con ragazzi lenti di comprendonio, e a sua volta poco incline al raggiungimento di nobili vette educative. Assistiamo quindi a scambi di battute fra compagni di classe, e fra insegnante e scolari infarcite di sarcasmo, tentativi di ribellione e tipica rassegnazione scolastica ( non potete davvero dire di  aver fatto il liceo senza riconoscervi in certi meccanismi descritti nel libro). I ragazzi vivranno ognuno a modo proprio l'improvviso fardello genitoriale, ed in particolare Simon, grosso, burbero e indisciplinato allievo, si troverà quasi a vivere un'esperienza di rivoluzione interiore. Simon infatti si immedesimerà nella scorcentante parte del padre laddove lui stesso non ne abbia mai conosciuto uno essendo stato abbandonato appena nato. Ecco quindi che quello che sembra un semplice compito scolastico diventa per Simon un duro viaggio interiore, alla ricerca di un perché: cosa ha spinto suo padre ad abbandonarlo quando è così facile affezionarsi ad un "bambino di farina"? Scene bislacche si sussegguono quindi nel percorso interiore del ragazzo e nella scoperta da parte dell'intera classe di ragazzi che tutto sommato anche loro sono in grado di "Imparare" e di  cimentarsi in un percorso educativo, per quanto bizzarro. I bambini di farina insegneranno agli allievi cosa significa essere genitori, senza lasciarsi però scappare l'occasione di vivere il tutto nel modo scanzonato e spavaldo tipico dell'adolescenza. In definitiva il libro si presenta come una lettura carina, molto breve, ma a suo modo simpatica e in grado di riportare alla memoria qualche ricordo scolastico fra quelli più strani (se avete frequentato una scuola italiana ne avrete di sicuro, senza nulla togliere alla stramberia inglese). Consigliato a lettori giovani e ad adulti che leggono con piacere racconti a tema scolastico. Voto: 7

Anne Fine è nota al pubblico soprattuto per essere l'autrice del libro "Madame Doubtfire" da cui è stato tratto il famoso film "Mrs Doubtfire" con Robin Williams e pubblicato sempre da Salani con il titolo "Un padre a ore (Mrs Doubtfire)". Qui il sito ufficiale dell'autrice

Di lato la copertina inglese di Bambini di farina

lunedì 11 marzo 2013

Il lato positivo. Silver linings playbook

Il lato positivo
Silver linings playbook
di: Matthew Quick casa editrice: Salani pag: 290 titolo originale: The silver lining playbook note: precedentemente edito da Salani con il titolo "L'Orlo argenteo delle nuvole"



Pat Peoples è appena tornato a casa dai suoi genitori dopo essere stato ricoverato per diverso tempo in un istituto per malattie psichiatriche. Finalmente libero dal "postaccio", ora Pat può finalmente dedicarsi al suo personale percorso di automiglioramento affinché il "periodo di lontananza" da sua moglie Nikki possa finire. Così Pat si dedica anima e corpo allo sport (perché a Nikki piacciono gli uomini tonici), alla lettura di romanzi impegnati (perché così potrà dimostrare agli amici di Nikki di non essere stupido) e ad essere gentile e non ad avere ragione (così che Nikki si accorga di quanto grande sia il suo cambiamento). Cosa è successo con Nikki e perché la musica di Kenny G. scatena una rabbia furibonda? E perché Tiffany continua a seguirlo quando corre?


Sebbene la maggior parte degli "strilli" sui libri non corrispondano mai al vero, quello riportato in copertina su Il lato positivo ("Tra Nick Hornby e Forrest Gump-Una commedia dolceamara che parla d'amore e di follia") è vero a metà. Perché se sicuramente Pat ha ben poco dello spessore di Forrest Gump, anche se ne potrebbe alla lontana condividere la visione ingenua delle cose, la prosa di Matthew Quick può sicuramente essere paragonata a quella di Nick Hornby. Il lato positivo ha infatti uno stile lineare, semplice, molto leggibile, con un punto di vista squisitamente maschile, e con qualche accenno di ironia qui e lì.  Se poi si aggiungono a tutto ciò i continui riferimenti allo sport, il football dei mitici Eagles (E-A-G-L-E-S!!!), il cerchio si chiude. Pat non ricorda le cose come dovrebbe e più di una volta, sebbene le occasioni di comprendere la situazione siano molte, inconsciamente cerca di allontanare da se l'inevitabile verità. Il quadro familiare che poi si trova a vivere una volta tornato a casa dai genitori, con un padre freddo e scostante, e una madre iperprotettiva, sembra non migliorare le cose. Ammetto che probabilmente la maggior parte delle persone che si trovassero ad avere un padre come quello di Pat, finirebbe per alienarsi anche senza il bisogno di un rapporto affettivo complicato, ma l'autore punta il tutto per tutto sulla necessità di costruire una dimensione  emotiva stabile con un  racconto mediato dall'amore per gli Eagles (E-A-G-L-E-S!!!), in cui il rapporto fan-sport diventa anche il mezzo per la riconquista degli affetti. A questo si aggiunge anche la nascita di un'amicizia particolare con Tiffany, anche lei depressa, che diventa un po' lo scossone violento e necessario di cui Pat necessita per uscire dal suo mondo surreale. La passione sportiva quindi (E-A-G-L-E-S!!!) si lega allo strano rapporto con una bella donna un po' matta: cosa può chiedere un uomo di più? Se vi accingete a leggere questo libro,  sento però  l'obbligo di avvertirvi che, nel suo personalissimo tentativo di acculturarsi, Pat finirà per spoilerarvi completamente i seguenti romanzi: "Addio alle armi" di Hemingway, "La lettera scarlatta" di Hawthorne, "La campana di vetro" di Sylvia Plath e "Huckleberry Finn" di Marck Twain. Se quindi avete intenzioni di leggerli meditate bene sull'ordine di lettura rispetto a questo romanzo. Il lato positivo è una lettura perfetta per passare del tempo, non richiede troppo impegno e agli appassionati tifosi sicuramente strapperà un sorriso qui e lì. Si aggiunge poi una nota romantica sufficiente a intenerire, ma mai smielosa o troppo ingombrante, giusta quel tanto da stuzzicare il neurone amoroso maschile, ma mai in grado di soppiantare gli amori quelli veri (E-A-G-L-E-S!!!). Consigliato a chi ama la prosa semplice e realistica, ma con un punto di vista sballato quanto basta ad incuriosire, agli amanti dello sport e chi cerca un romanzo leggero. Voto: 7.


Dal lato positivo è stato tratto un film candidato a 8 premi Oscar, con Bradley Cooper (Una notte da leoni), Jennifer Lawrence (Hunger Games) e Robert DeNiro (che non necessita  presentazioni). Jennifer Lawrence si è accaparrata, per il ruolo di Tiffany, l'Oscar come miglior attrice protagonista. Il film è nelle sale in questi giorni. Qui il trailer.

A questo indirizzo potrete leggere le prime venti pagine del libro.

venerdì 8 marzo 2013

Peter Nimble e i suoi fantastici occhi

Peter Nimble 
e i suoi fantastici occhi
di: Jonathan Auxier casa editrice: Salani pag: 358 titolo originale: Peter Nimble and his fantastic eyes illustrazioni dei capitoli: Jonathan Auxier copertina: Gilbert Ford



Peter Nimble ha dieci anni , è cieco dalla nascita ed è un ladro eccezionale. Non c'è serratura che possa resistergli, e attraverso il suo sensibile olfatto non c'è odore che non sappia riconoscere. Le sue doti vengono però assoggettate al  servizio del perfido Mr Seamus, dalle cui grinfie Peter riuscirà a sfuggire solo grazie al furto di un misterioso cofanetto e del suo incredibile contenuto. Cosa c'è nel cofanetto? E perché Peter è assolutamente certo che si tratti del più grande tesoro che gli sia mai capitato fra le mani? Una serie di incredibili avventure coinvolgeranno Peter insieme a un cavaliere-gatto-cavallo, un pescecane, un regno scomparso , molti corvi, pochi principi, un falso Re e molto altro ancora...

Peter Nimble non è un tipo da sottovalutare e se anche voi ,come lui ,foste stati svezzati da una gatta lo capireste bene. Jonathan Auxier scrive una mirabolante favola dal ritmo serrato, dove i cattivi sono veramente cattivi, e scorre anche un po' di sangue. Nei ringraziamenti finali l'autore scrive di essere come Peter, anch'egli un ladro e di essersi ispirato a molti altri romanzi e a molti altri mondi. Ecco quindi che ritroviamo dei personaggi creati ad hoc per questa storia, ma che volutamente ci ricordano qualcuno: Mr Seamus il Fagin di Oliver Twist,  Sir Tode il Don Chisciotte, Vecchio Baratto il Gollum del Signore degli anelli. Esattamente come Peter, il narratore compie però i suoi furti con abili mani e quindi leggiamo di questi ispirati personaggi con piacere, e con piacere continuiamo  la storia, che si riserva comunque una trama del tutto originale. Una filastrocca misteriosa invita Peter all'avventura:

Re anche troppi, principi pochi,
i corvi dispersi e il mare ritratto.
Venga da lungi chi cancelli il misfatto.
Ma il buio regna, ogni cosa è a soqquadro
se quello straniero non è anche un buon...


Dato il mio personalissimo amore per le filastrocche, il mio cuore è rapito e parte all'avventura con Peter. La narrazione avviene attraverso il punto di vista di un narratore onnisciente e un po' caustico, che ci svela man mano tutto un incredibile mondo legato alla "nobile" arte del furto. Se infatti la filastrocca vi ha lasciato come Peter nella più assoluta confusione, sappiate che la sua soluzione è anche un po' la chiave di volta dell'intera storia. L'inizio di ciascun capitolo è accompagnato da illustrazioni a china realizzate dall'autore (anche questo elemento che rapisce invariabilmente il mio cuore) attraverso il dipanarsi di una favola che ha  poco del  "politically correct", in cui impareremo che "Ci sono momenti in cui la Giustizia ci richiede più di quanto saremmo disposti a dare". La lettura avviene in  modo rapido, attraverso cambi di scena ben fatti e colpi di scena al punto giusto. I lettori più smaliziati capiranno alcuni elementi anche troppo presto, ma nonostante tutto sapranno coglierne i lati piacevoli. Lo stile di Auxier alterna parti ben scritte con parti a mio avviso ancora un po' da raffinare, ma buone nel complesso. Ho trovato particolarmente ben realizzate le parti del Deserto Meritato  e le scene della Grotta degli schiavi nella parte finale. In definitiva credo che Peter Nimble sia una lettura piacevole, ma per apprezzarla bisogna tenere ben presente che si tratta di un libro per bambini. Consigliato a lettori giovani in cerca di avventure e a lettori adulti che sappiano guardare con occhi fantastici.. Voto: 8


Un brano tratto dal libro:

"Che cosa siete?" mormorò, prendendo in mano la scatola. Se avesse potuto vederle, sarebbe rimasto senza fiato. E gli si sarebbe illuminato tutto il viso in un gran sorriso. E dalla bocca gli sarebbe uscita la prima, vera risata da dieci anni a quella parte. Perché Peter Nimble era incappato in qualcosa che andava al di là di ogni immaginazione... qualcosa che si può descrivere solo con la parola "fantastico".

lunedì 4 febbraio 2013

Perché ci siamo lasciati

Perché ci siamo lasciati
Inventario di una amore

di: Daniel Handler pag: 360 casa editrice: Salani titolo originale: Why we Broke Up illustrazioni: Maira Kalman



Minerva Green, detta Min,  appassionata di Cinema, si è lasciata con Ed Slaterton, atletico giocatore di basket. Attraverso gli oggetti che hanno segnato il loro rapporto, Min scrive una lunga ed appassionata testimonianza della sua storia e del perché " ci siamo lasciati".

Perché ci siamo lasciati è una lunga lettera scritta in prima persona da Minerva e diretta ad Ed, un inventario accurato e sentimentale di un rapporto adolescenziale. Daniel Handler , vero nome del più noto Lemony Snicket (Una serie di Sfortunati eventi), si cimenta in  un genere differente dalla saga dei fratelli Baudelaire, con un prosa e un costrutto completamente diversi. Questo romanzo è infatti rivolto ad un pubblico più adulto e segue la falsa riga degli Young Adult di ultima generazione, con uno stile che, alla lontana, mi ha ricordato i romanzi di John Green (autore di Cercando Alaska, Teorema Catherine, Colpa delle stelle). L'idea alla base del romanzo (l'inventario) è però sicuramente innovativa, e viene sviluppata bene, mediante un punto di vista femminile così ben realizzato da pensare che Daniel Handler dia il meglio di se solo se interpreta qualcun'altro (come in precedenza ha finto di essere Lemony Snicket). Non mancano le battute ironiche o i le strizzatine d'occhio tipiche dell'autore, e in particolare non mancano i "riferimenti" artistici, sui quali, in una serie di sfortunati eventi, Daniel Handler aveva saputo costruire scene molto ben riuscite di Lemony Snicket. Se in "una Serie di Sfortunati eventi" tali riferimenti erano però essenzialmente letterari, in "Perché ci siamo lasciati" questi sono tutti cinematografici, con continui riferimenti di Min a trame di film d'essai tutti inventati di sana pianta dall'autore. Non nego di aver cercato quasi subito su internet "Greta in  the Wild" con Lottie Carson, convinta fosse una vera citazione cinematografica. Volendo trovare un altro punto fermo di Daniel Handler  nei suoi romanzi, non si può non citare l'utilizzo dei disegni, come sempre ben sfruttati ai fini della trama, e realizzati questa volta da Maira Kalman. L'edizione italiana del romanzo ha per fortuna mantenuto copertina e tavole originali, realizzando un volume molto gratificante per gli occhi che potete osservare in una mia foto qui sotto. Ho trovato il libro gradevole, di facile lettura, ideale per passare un pomeriggio  (tale è il tempo che ho impiegato a finirlo). Consigliato ai fan di Daniel Handler e a lettori di tutte le età. Voto: 7 e mezzo.




Di Lemony Snicket ho già recensito:
Una serie di sfortunati eventi vol. 6- L'ascensore ansiogeno
Una serie di sfortunati eventi vol. 7 - Il vile villaggio
Una serie di sfortunati eventi vol. 9- Il carosello carnivoro


Daniel Handler è di recente tornato a vestire i panni di Lemony Snicket con una saga dal titolo "All the wrong Questions",  divisa in quattro parti e prequel di "Una serie di Sfortunati eventi" , che la Salani (secondo quanto mi hanno gentilmente risposto su twitter) pubblicherà prossimamente. Qui il booktrailer inglese.

domenica 3 febbraio 2013

L'anello di Salomone

L'anello di Salomone
di: Jonathan Stroud casa editrice: Salani pag: 407  titolo originale: Bartimeus: The Ring of Solomon



Salomone regna incontrastato Gerusalemme e i vicini regni grazie al suo  anello magico in grado di evocare uno spirito potentissimo in grado di esaudire qualsiasi desiderio. I maghi alla corte di Salomone avidi di potere tramano nell'ombra. Quando Salomone richiede un tributo alla regina di Saba, pena la distruzione del suo regno, l'indomabile regina manda un'emissario, Asmira, che uccida Salomone. Bartimeus, spirito jiin,  al servizio del mago Khaba rimarrà coinvolto nelle lotte di potere.

Quel demonio di Bartimeus non si smentisce mai. Che si tratti di una moderna e distopica Londra o di epoche antiche la sua mordente ironia è sempre diabolica. Avevamo lasciato Bartimeus nella trilogia al giovane mago Nathaniel( L'amuleto di Samarcanda-L'occhio del Golem-La porta di Tolomeo)  e lo ritroviamo "più giovane" alle prese con il malvagio mago Khaba alla corte di Salomone. Le lotte di potere fanno da sfondo alle vicende di Bartimeus e Asmira, in un crescendo scanzonato di eventi legati ai due protagonisti divisi dalla loro diversa natura (jiin-umano), ma uniti dal comune destino di "schiavi". Lo stile è lo stesso delle precedente trilogia, così come la narrazione, divisa fra i differenti punti di vista di Bartimeus-Asmira, come in passato lo era fra Bartimeus-Nathaniel. Il romanzo è piacevole,  ben ideato, sempre caratterizzato dall'ironia goliardica e  un po' noir di Bartimeus. Essendo un volume autoconclusivo, la personalità di Asmira non risulta approfondita come quella di Nathaniel , ma ciò non toglie niente al romanzo che resta comunque scorrevole. Ho apprezzato di sicuro il rapporto fra Bartimeus-Asmira che lascia intravedere quel lato umano-simpatizzante che si coglie sempre nel jiin e che lo rende un amabile diavolaccio. Consigliato a tutti i lettori che hanno letto e apprezzato la precedente Trilogia di Bartimeus e a tutti i lettori che apprezzano i romanzi fantasy ironici (e a cui però consiglio di iniziare a conoscere Bartimeus  con l'Amuleto di Samarcanda, sebbene questo sia una sorta di Prequel). Voto: 8.

Di Jonathan Stroud ho già recensito "L'Occhio del Golem"

mercoledì 30 gennaio 2013

Il Seggio Vacante

Il Seggio Vacante
di: J.K.Rowling casa editrice: Salani pag: 553   titolo originale: The Casual Vacancy



Barry FairBrother, consigliere comunale di Pagford, muore improvvisamente di aneurisma lasciando vuoto un "seggio" nel comune. Attorno all'elezione del nuovo consigliere che dovrà sostituirlo, ai retroscena politici dell'amministrazione di Pagford, e a tutti i cittadini coinvolti in essi si svolge la commedia umana del "Seggio Vacante".

Il Seggio Vacante è un libro molto diverso da quello che mi aspettavo. Prima dell'uscita del Seggio Vacante era chiaro per tutti che questo libro non intendeva essere in nessun modo un libro per ragazzi, che Harry Potter era storia vecchia e che il pubblico a cui si rivolgeva era completamente diverso. Nulla da eccepire. Se avete letto Harry Potter e lo avete amato (come ho fatto io) sappiate che questo libro non c'entra assolutamente niente, per tematiche, stile, pubblico eventuale, introspezione dei personaggi, narrazione, contenuti.  Se non fosse scritto sulla copertina in chiare lettere, nessuno potrebbe dire mai che questo sia un libro di J.K.Rowling. Goodbye Harry Potter e stammi bene.

Il Seggio Vacante è un romanzo pieno di personaggi e si apre proprio con la presentazione degli stessi, tutti diversi fra loro, ma caratterizzati da un forte denominatore comune: lo squallore. Ma conosciamoli meglio.

L'avvocato arrivista con moglie frustrata-ninfomane, il padre psicotico vessatore della famiglia con moglie vittima della sindrome di Stoccolma e figlio adolescente  che soffre, il preside della scuola con DOC (disturbi ossessivi compulsivi) con moglie pusillanime e figlio teppista, il sindaco-salumiere-cospiratore con moglie perfettina e socia di lavoro terzo incomodo,  la consigliera comunale indiana medico represso con marito chirurgo bellissimo e figlia autolesionista,  la drogata madre di un bimbo con ritardo di crescita e figlia adolescente aggressiva e dislessica, l'assistente sociale zerbina con fidanzato molliccio e figlia rancorosa. 

Ma che bel sano quadretto di provincia, che guazzabuglio succulento di archetipi umani da sviscerare e spremere fino all'ultima goccia di liquido orrore. La commedia umana ha partorito i più grandi romanzi della storia della letteratura, è possibile leggere di assassini e sfruttatori e poi chiudere un romanzo pensando: capolavoro. Niente di nuovo dunque, J.K. Rowling prende la società e la mette a nudo, entra nel cervello dei suoi personaggi e ci descrive per filo e per segno le loro pulsioni, le loro incertezze e le loro mancanze e, soprattutto, le loro profonde sofferenze. Un lavoro che un grande scrittore trasforma in arte letteraria.  Quando quindi si soffre, e non poco, nei primi capitoli, per la presentazione di tutti i personaggi che sembra non finire mai, forti della propria esperienza letteraria si continua speranzosi e sicuri che il tutto ci porterà attraverso un viaggio che ha una meta ben precisa, un fine più alto, un messaggio che ci aspetta come premio finale. Quando lo squallore interiore dei personaggi sembra aver toccato il fondo e si pensa che scene più disgustose sia impossibile descriverle, J.K. comincia a scavare, ci sorprende con qualcosa di ancora più basso e rivoltante. Gli esseri umani sono un concetrato di sentimenti sudici e di ipocrisia, di sofferenza e negazione della salvezza. Il vostro cervello di lettore vuole una speranza, ne ha bisogno, la cerca fino all'ultima pagina. Perché il mondo non è così brutto, le persone buone esistono, non è possibile che tutto quello che si osserva di questa umanità sia solo  dolore e frustrazione sesso-centrica vero? Sbagliato! Il mondo fa schifo schifo schifo ci rivela J.K. ! NO! Impossibile! Da quando? Da quando il mondo è così? Dall'ultimo telegiornale forse? J.K. grazie di avermi aperto gli occhi con 553 pagine di lista della spesa dell'horror-supermarket, grazie dal profondo per aver negato l'esistenza di un qualunque tipo di redenzione personale o sociale, grazie. Ora il telegiornale non mi serve più. Posso guardare il mondo direttamente negli occhi dell'abisso.

J.K.Rowling ci tiene incollati (ok si fa per dire)  alle pagine di un libro disfattista, scialbo, piatto, infarcito di parolacce all'inverosimile,  la cui capacità letteraria è quella di uno di quei libri blockbuster dove il nome dell'autore è più grande del titolo, (tanto si sa che la trama all'interno è sempre la solida broda). La capacità di coinvolgere e emozionare di Harry Potter sono sparite. Non troverete dell'ironia nemmeno a pagarla. La commedia umana del seggio vacante si ripiega su se stessa, si mostra sguaiata e crudele e non aggiunge altro. Questo siete voi, sembra dirci J.K, volevo tanto farvelo sapere. Il tentativo nelle ultimissime pagine di strappare una lacrima, sembra quasi la beffa finale. Tanta era la speranza in Harry Potter, la lotta per il male (anche quando questo sembra imbattibile) tanto il Seggio Vacante ci comunica a chiare lettere che è tutta una presa in giro, che il male vince punto e basta, che le belle favole restano favole. Niente significati profondi, niente messaggi, solo un dipinto noir estremista. Se Harry Potter leggesse questo libro si metterebbe a piangere. Consigliato solo a chi ama la narrativa da "elenco del telefono" dove si osserva solo una lista di eventi, senza trarne la minima emozione (se non la noia e una sensazione di disturbo) e ai fan sfegatati di J.K.Rowling. Voto: 5.

martedì 11 dicembre 2012

L'Ultimo Elfo

L'Ultimo Elfo
di: Silvana De Mari casa editrice: Salani pag: 317 



In una buia notte piovosa il piccolo elfo Yorsh è solo ed affamato. Yorsh non conosce bene il mondo degli uomini e l'incontro con l'umana Sajra sembra non dover finire per il meglio. Nel suo viaggio Yorsh imparerà presto molte cose sugli uomini, sulle profezie, sui draghi e soprattutto su se stesso.

Il Fantasy di Silvana de Mari è una favola ben scritta e piacevole che sorprende per il suo fine umorismo. La narrazione è infatti condita da un'ironia sottile che strappa più di un sorriso e che rende il libro accessibile sia a lettori giovani che adulti. I personaggi sono tutti ben caratterizzati e lo svolgimento della storia è ben sviluppato e mai noioso. L'ultimo Elfo ha il pregio di essere uno di quei romanzi per ragazzi che si lasciano leggere anche dagli adulti grazie ad una esposizione intelligente, che non sottovaluta la capacità del lettore, benché potenzialmente giovane, come accade spesso in molti libri del genere. Le prove che si trovano ad affrontare  Yorsh e gli altri personaggi rappresentano una realtà molto più simile alla nostra di quanto si possa immaginare, condita di scelte complesse e difficili svolte,  e segnata da eventi imprevedibili e spesso tragicamente ingiusti.  Come nella vita vera , però, anche nelle situazioni più estreme si può trovare quella forza inaspettata che cambia tutto e permette di crescere ed imparare. La storia di Yorsh è quella di ogni bambino per diventare un adulto, ma anche un avventura, a tratti pungente e poetica, che conquista e non delude . L'ultimo Elfo è una lettura consigliata a chi ama il fantasy e a lettori di tutte le età. 
Voto: 8 e mezzo

Un estratto del libro:

Il problema era che: <<La magia annega nell'odio. No, aspetta, il pensiero annega nell'odio. La voglia di vivere, quella di combattere...quando tutti ti latrano contro, la strada più facile diventa lasciarsi andare, lasciarsi scivolare... no, non la strada più facile, l'unica percorribile... [....] Ecco, si, quando tutti ti latrano contro è sufficiente uno solo che si batta per te, che tu recuperi la tua forza, la capacità di batterti...Se questo uno non c'è, sei morto, e la tua gente è morta con te..>>

L'ultimo Elfo è il primo romanzo di una serie così composta:

L'ultimo Elfo
L'Ultimo Orco
L'ultima profezia del mondo degli uomini
Io mi chiamo Yorsh (prequel dell'ultimo Elfo)
L'ultima Profezia del mondo degli Uomini: l'epilogo

martedì 22 novembre 2011

Sotto il pavimento

Sotto il pavimento
La prima avventura degli sgraffignoli

di: Mary Norton editore: Salani pag: 182 
titolo originale: The Borrowers



Dove vanno a finire tutti gli oggetti che spariscono senza un motivo? Aghi, spilloni da cappelli, lapis e puntine da disegno? Secondo l'anziana signora May non c'è dubbio: i colpevoli sono gli sgraffignoli! Piccoli omini che popolano segretamente le case e vivono sgraffignolando tutto quel che serve. Gli essere umani son stati creati affinchè gli sgraffignoli abbiano tutto ciò di cui hanno bisogno. Non ci credete? Allora non vi resta che leggere quello che accadde al  fratellino della signora May: al suo incredibile incontro con Arietta, Cassilia e Pod!

Sotto il pavimento è una favola piacevole e ben scritta che, come tutte le favole,  è lo spunto ideale per descrivere personalità e caratteri che possiamo incontrare nella vita di tutti i giorni. Sfido qualsiasi lettore a leggere questo romanzo e a non ritrovare nelle dinamiche fra Cassilia e Pod (gli sgraffignoli  genitori di Arietta) le stesse evoluzioni che si osservano spesso in famiglia. Cassilia è sicuramente un personaggio in cui  tutti si imbattono prima o poi, la perfetta padrona di casa che si preoccupa di avere un focolare splendente e, perchè no, tale da fare invidia al vicinato. Ecco dunque che Pod viene spesso spedito in missione sgraffignola, per procacciare il necessario, ( o anche il superfluo) affinchè non manchi nulla. Arietta non conosce il mondo al di fuori del  pavimento e si strugge per il cielo azzurro e i grandi spazi esterni , dove poter finalmente correre, finchè non arriva il giorno della sua riscossa e tutto cambia. Mary Norton tratteggia in maniera lieve dei personaggi che fanno simpatia, senza rendere la narrazione eccessivamente infantile o scontata. Il libro infatti non è lezioso o pedante, ma si limita a raccontare una storia che intrattiene per qualche ora. Consigliato  a lettori giovani e ad  adulti dotati di molta fantasia  . Voto: 8.



La saga degli sgraffignoli si compone di cinque libri tutti pubblicati da Salani:

  •     Sotto il pavimento (The Borrowers)
  •     Ai piedi dell'erba (The Borrowers Afield)
  •     In teiera sull'acqua (The Borrowers Afloat)
  •     Più leggeri dell'aria (The Borrowers Aloft)
  •     La rivincita degli Sgraffignoli (The Borrowers Avenged)
Recentemente è stato realizzato dallo studio Ghibli  un film a cartone animato dal titolo "Arrietty- Il mondo segreto sotto il pavimento" , con la sceneggiatura di Hayao Miyazaki (autore de "Il castello errante di Howl", "Il mio vicino Totoro", "Ponyo della scogliera" e "Porco Rosso") e diretto da Hiromasa Yonebayashi.





Qui il link del trailer italiano
Qui il minisito del film

sabato 12 novembre 2011

Il carosello carnivoro.
Una serie di sfortunati eventi. Vol. 9

di Lemony Snicket casa editrice: Salani pag: 238




Violet, Klaus e Sunny Baudelaire sono ancora alla ricerca di indizi che possano finalmente svelare il mistero che avvolge la morte dei loro genitori. In fuga dall' Heimlich Hospital vengono a trovarsi in una strana fiera, dove sono costretti a mascherarsi e hanno  a che fare con un'insolita chiromante, strani "fenomeni", leoni affamati e ancora una volta col perfido conte Olaf.

Il nono volume della saga dei giovani Baudelaire si rivela ricco di pathos e non lesina i colpi di scena. I giovani Baudelaire sono più che mai in pericolo, a stretto contatto col perfido conte Olaf e senza nessuna possibile via d'uscita. Come sempre Lemony Snicket tratteggia situazioni e personaggi  con uno spirito ed un'intelligenza comuni a pochi scrittori. Il  mezzo narrativo si arricchisce questa volta di  particolari espedienti ben riusciti ( di cui non vi dico nulla) , che rendono il romanzo ancora più speciale.  Dopo nove capitoli, questa saga mi tiene ancora incollata alle pagine e mi affascina. "Il carosello carnivoro" dà una svolta alle ricerche dei fratellini e ci lascia col fiato sospeso. Consigliato a lettori di tutte le età. Voto: 9.

Questo il sito ufficiale di Lemony Snicket

Qui sotto le altre mie recensioni di libri di Lemony Snicket
L'ascensore ansiogeno
Il vile villaggio
La bussola d'oro
Queste oscure materie Vol.1

di Philip Pullman casa editrice: Salani pag: 354



Lyra ha undici anni e vive in un prestigioso collegio di Oxford, unica bambina in mezzo agli accademici. Insieme a lei, sempre al suo fianco, come per tutti nel suo mondo, c'è il daimon Pantalaimon. Una sera la piccola ragazza ascolta di nascosto una conversazione fra accademici riguardo ad una misteriosa "Polvere" e a strani esperimenti che vengono effettuati sui bambini nelle lontane e fredde regioni del Nord. Presto Londra si trova ad essere al centro di inspiegabili rapimenti di bambini e per   Lyra inizia un incredibile e terribile avventura.


La Bussola d'Oro è il primo libro di una trilogia, ed è ambientato in un mondo parallelo a quello esistente. All'inizio del romanzo troviamo la seguente nota dell'autore:

"La Bussola d'Oro è la prima parte di una storia in tre volumi. Il primo volume è ambientato in un'universo come il nostro ma diverso sotto molti aspetti. Il secondo volume è ambientato nell'universo che conosciamo. Il terzo si muoverà fra gli universi."

Nell'universo di Lyra ogni essere umano è accompagnato da un daimon, un piccolo animale da cui non può essere separato  e in grado di comunicare e agire di propria iniziativa. La Bussola d'Oro tratta in chiave fantasy temi difficili e oscuri. Attraverso una narrazione scorrevole e piena di colpi di scena seguiamo le avventure della protagonista, conoscendo  personaggi spesso crudeli e senza scrupoli, ma anche incredibili creature. Il viaggio di Lyra è il viagggio di tutti i bambini che si scontrano con l'inganno e la menzogna e affrontano loro malgrado queste realtà con forza e determinazione. Nel suo viaggio Lyra scoprirà però anche personaggi valorosi e nobili e saprà di non essere sola. Un libro che tiene col fiato sospeso e che invoglia alla lettura dei due volumi successivi dal titolo "La lama sottile" e "Il cannocchiale d'Ambra". Consigliato a lettori di tutte le età. Voto: 8
Di prossima uscita nelle sale cimatografiche il 14 Dicembre è il fim del libro, con Nicole Kidman nel ruolo della signora Coulter, Daniel Graig nel ruolo di Lord Asriel e Eva Green nel ruolo di Serafina Pekkala. Nel sito ufficiale del film troverete un simpatico test per stabilire quale sia il vostro daimon, il mio si chiama Lutheus ed è una tigre, lo potete vedere sotto nella sua magnificenza. Sempre qui sotto potete vedere il trailer del film.

Questo il sito ufficiale di Philip Pullman
Questo il sito ufficiale del film
Questo un portale italiano tutto dedicato alle trilogia "Queste oscure materie"


L'occhio del Golem
di Jonathan Stroud, casa editrice: Salani, pag 553.

l'occhio del golem


Nathaniel è un giovanissimo incaricato   del ministero degli Interni del Governo di Londra, a cui è stata affidata la missione  di  trovare e sgominare i membri della "Resistenza" che si oppone al governo dei maghi. Terribili attacchi  sono inferti al cuore della città e ben presto Nathaniel si troverà costretto a convocare il demone Bartimeus per scoprire cosa si cela dietro le misteriose devastazioni.

Ne "L'occhio del Golem" conosciamo meglio alcuni personaggi secondari apparsi nel precedente capitolo della trilogia di Bartimeus (L'amuleto di Samarcanda) e ritroviamo un Nathaniel un pò più grande e più cinico. Il romanzo ci svela molte delle  incognite con cui L'amuleto di Samarcanda ci aveva lasciato, attraverso una narrazione piena di colpi di scena e l'introspezione di un personaggio, prima apparso solo marginalmente, che assume ora un ruolo chiave.
Come nel precedente romanzo la trama è ben congegnata e le pagine scorrono veloci, tra  misteri che si infittiscono e ironia ben dosata. Sicuramente maggiore l'impegno dello scrittore nello sviluppare la storia con toni meno scanzonati rispetto al precedente volume,  con  l'intento, forse, di rendere il lettore un pò più critico nei confronti del mondo a cui Nathaniel appartiene. Misteri svelati quindi e nuovi che si creano, lasciando il lettore con il desiderio di leggere il terzo e conclusivo capitolo. Voto:8.

Questo il sito ufficiale di Jonathan Stroud

Una serie di sfortunati eventi
-Il vile villaggio vol.7-

di Lemony Snicket, casa editrice: Salani pag:192

vile villaggio


Ancora una volta i fratelli Baudelaire devono essere affidati ad un nuovo tutore, e ancora una volta, la scelta , non sarà delle più felici. Seguendo le tracce dei trigemini Pantano, e guidati dai pochi indizi in loro possesso, ossia l'acronimo V.F., gli sfortunati Baudelaire giungeranno al Vile Villaggio. Qui, tra centinaia di corvi, cittadini sfruttatori e misteriosi distici saranno nuovamente coinvolti in una pericolosa avventura, e avranno nuovamente a che vedere con il loro eterno nemico conte Olaf.
Il settimo volume apre nuove interessanti prospettive narrative e aggiunge nuovi tasselli ai misteri che ruotano intorno ai giovani protagonisti. Lemony Snicket ci guida come sempre con uno stile impeccabile e piacevole e al termine del romanzo, per gli affezionati lettori, sarà ancora maggiore l'interesse per il seguito della saga. Consigliato a tutti. Voto: 8 e mezzo.

Questo è il sito ufficiale di Lemony Snicket
Qui trovate notizie su  Brett Helquist, bravissimo autore di tutte le copertine e di tutte le illustrazioni presenti nel libro.
Qui la mia recensione del volume n°6 L'ascensore ansiogeno
Una serie di sfortunati eventi
- L'ascensore ansiogeno vol.6 -

di Lemony Snicket  casa editrice: Salani pag: 218

ascensore ansiogeno



Il sesto capitolo della saga dei fratelli Baudelaire vede gli sfortunati fratellini alle prese con una strana coppia di Fashion-victim. L'ascensore che dà titolo al racconto si trova infatti in un esclusivo palazzo del "quartiere della moda" dove la vita è scandita in ogni suo aspetto da quello che è "in" oppure "out".
Lemony Snicket ha nuovamente il gravoso compito di raccontarci quello che accade  ai giovani Baudelaire, e più volte ci mette in guardia riguardo alle tristi vicende che ci verranno narrate.
L'ascensore ansiogeno ci rivela con dosati colpi di scena nuovi inquietanti particolari del mistero che avvolge i protagonisti. Allo stesso tempo, mentre ci mostra "i soliti cattivi" all'opera, ci fa capire che  anche chi rimane inerte difronte agli eventi per paura o codardia, pur potendo intervenire,  si rende colpevole degli eventi stessi.
Il racconto è come sempre magistralmente ben congegnato, scorrevole e ricco di ironia. Chi ha seguito la vicenda dei ragazzi Baudelaire fino qui li ritroverà con piacere. Personalmente sono affezionata ai personaggi e sto centellinando i vari volumi, in attesa dell'uscita italiana del tredicesimo e ultimo capitolo della serie intitolato "The end", già uscito per il pubblico anglosassone.Voto: 9.


Questo è il sito ufficiale di Lemony Snicket
Qui trovate notizie su  Brett Helquist, bravissimo autore di tutte le copertine e di tutte le illustrazioni presenti nel libro.

La città dei libri sognanti

La città dei Libri Sognanti

di Walter Moers, casa editrice Salani, pag. 509

la città dei libri sognanti



Walter Moers ci accompagna  in un fantastico viaggio attraverso un luogo in cui libri e creature incredibili sono all'ordine del giorno. Un viaggio vissuto in prima persona da un insolito personaggio, Ildefonso De Sventramitis, dinosauro con ambizioni da scrittore.
Un viaggio, ci avverte subito l'autore, che non è per tutti. Se dunque vi sentite abbastanza ardimentosi, lasciate correre la fantasia lunghe le pagine di questo immaginifico libro che non risparmia colpi di scena, perfido-umorismo e personaggi indimenticabili. La narrazione è scorrevole e ben articolata e coniuga bene il passaggio da pezzi più soft a pezzi più drammatici . Se infatti il libro è presentato come genere per ragazzi, lo si può sicuramente considerare un genere per tutte le età e forse, per il contenuto decisamente noir di alcune scene, ancor di più per gli adulti.Walter Moers è anche autore di tutte le bellissime illustrazioni presenti nel libro e in copertina.
Trovo che dare troppe anticipazioni sulla trama toglierebbe molto nel gusto di leggere perciò mi limito a riportarvi quanto scritto sulla quarta di copertina:

"I libri sono davvero in grado di sognare? A Librandia possono fare di tutto, anche uccidere!
Il mistero del manoscritto perfetto nella città dei libri sognanti."


Mi sento di consigliare questo libro a tutti, anche a chi non ama di solito il genere fantasy, ma sa "volare con la fantasia". In particolare lo consiglio a tutti coloro che amano i libri, nessun romanzo più di questo può essere considerato un ode alla lettura. Vi lascio con una bella frase (ne potrei citare diverse, ma è bene che ognuno trovi le sue leggendo)..


"Veniamo dalle stelle e alle stelle andiamo.
La vita è solo un viaggio all'estero"
La principessa di latta
di Philip Pullman, casa editrice Salani, pag.300

principessa di latta


Jim Taylor si trova ad affrontare un increndibile avventura, e questa volta senza Sally Lockart.  Una ragazza, Adelaide, tanto caparbia quanto bella, lo porterà a trovarsi coinvolto in intrighi di corte e tentativi di conquista. Ma chi è Adelaide? Una principessa? Una semplice ragazza dal passato turbolento? Una regina?...

Se avete apprezzato le avventure di Sally Lockart in "Il rubino di fumo", "L'ombra nel nord" e "La tigre nel pozzo", non potrete farvi sfuggire quest'ultimo libro di Philip Pullman.
Questa volta però non sarà Sally a condurci in trame fitte di mistero, ma il simpatico Jim Taylor.
Il libro è come al solito un giallo dai ritmi incalzanti, che oltre a farci passare delle buone ore di piacevole lettura, risolve alcuni punti lasciati in sospeso nei precedenti capitoli della "saga" si Sally Lockart.
Pur essendo un spin-off, lo svolgimento della trama è come al solito accattivante seppure meno efficace rispetto ai precedenti volumi. Si sente un pò la mancaza di Sally e nonostante la grande inventiva alla base della storia, con gli intrighi in cui si viene a trovare l'immaginario regno di Razkavia, ci sono punti poco convincenti. Nonostante tutto rimane comunque un  giallo che si legge facilmente e ben scritto.
Consiglio  a chi non conosce i libri  della serie di cominciare però dai precedenti, in modo da poter capire e apprezzare maggiormente i personaggi, con uno speciale avvertimento: non leggete per nessun motivo la scrittina sulla copertina de "L'Ombra nel Nord"!! In due righe è riportato il punto cruciale di tutto il libro, rovinando metà della lettura.
Mi sento infine di fare una particolare menzione per l'autore di tutte le copertine dei libri succitati ad opera di Neil Gower. Personalmente le trovo tutte azzeccatissime ed egregiamente realizzate.
Voto: 8

A questo indirizzo il sito ufficiale di Philip Pullman
http://www.philip-pullman.com/

Qui il sito ufficiale di Neil Gower autore delle bellissime copertine
http://www.neilgower.com/

Ed infine QUI una lista dei posti immaginari dei libri (List of fictional country).
Alla R troverete Razkavia
LA NOTTE DEI DESIDERI
ovvero
il satanarchibugiardinfernalcolico Grog di Magog
di Michael Ende, casa editrice Salani, collana Istrici d'oro,  pag 253.
grog di Magog

Se voi foste un mago cattivo che ha l'obbligo di assolvere ad un certo numero di compiti "sgradevoli" (sgradevoli per chiunque non fosse un mago cattivo) che avete promesso a qualcuno "laggiù" di portare a termine entro la fine dell'anno, e disgraziatamente non aveste tenuto fede alla promessa e qualcuno dall'aspetto inquietante (inquietante per me e per voi che non siamo maghi o streghe cattivi) venisse a ricordarvelo...
Ma andiamo con ordine.
Belzebù Malospirito è un mago cattivo, non ci piove. O meglio per me e per voi sarebbe abbastanza ovvio, ma non lo è altrettanto per qualcuno inviato apposta per scoprire tutto sul suo conto: un gatto color ruggine, nero e bianco. Altrettanto sicuro è che la notte di San Silvestro è giunta e che qualcuno "laggiù" non si dimentica di certo delle promesse.
La Notte di Capodanno si sa lascia spazio a mille sogni, mille desideri, mille domande. Ad esempio: Che cos'è una parola a cannocchiale? Come farà Malospirito a cavarsela? Cos'è un grog di Magog?

La Notte dei desideri è un concentrato di fantasia e inventiva che non delude le aspettative di chi conosce e ha già apprezzato: "La storia Infinita".
Ho letto il libro con piacere e mi sento di consigliarlo a tutti. Una favola che mostra il talento di Michael Ende, la sua ironia e il suo genio di creatore di personaggi e luoghi senza spazio e senza tempo. Bellissima l'idea di indicare il numero dei capitoli con il nome delle ore. Vorrei averlo scritto io. Voto: 9.
La Fabbrica di Cioccolato
di Roald Dahl, edizioni Salani, collana Istrici d'oro, pag. 202 con illustrazioni

willy wonka



Charlie Bucket non si può definire un ragazzo fortunato. Vive in una casupola alla periferia della città con in genitori e quattro nonni che non si alzano mai dal letto e non ha un granchè da mangiare. Pane e zuppa di cavolo quando va bene.
L'unico giorno dell'anno in cui può finalmente addentare qualcosa di veramente succulento è quello del suo compleanno, quando la sua famiglia gli regala una tavoletta di cioccolato Wonka, e lui può gustarla un pezzettino alla volta, fino a farsela durare qualche mese.
Il colmo dell'ironia è che il piccolo Charlie vive prorpio difronte alla grande fabbrica di cioccolato Wonka.
Da molti anni nessun operaio è stato visto entrare o uscire dalla fabbrica, e tutti si chiedono come possa mai la fabbrica Wonka produrre un numero di leccornie così grande.
A soddisfare la curiosità di tutti, la fabbrica Wonka indice un concorso. In cinque tavolette fortunate di cioccolato sarà possibile trovare un biglietto d'oro e con esso cinque bambini fortunati potranno vedere spalancarsi le porte della fabbrica e conoscere così tutti i suoi segreti. I vincitori inoltre avranno una scorta di dolci gratis per tutta la vita.
Ecco dunque che comincia la caccia ai cinque preziosi fogli d'oro, e l'inizio per Charlie di un sogno.
Roald Dahl ci fa conoscere un ragazzo semplice, dei bambini testardi e viziati , e un personaggio bizzarro e strampalato: Willy Wonka.
Attraverso la visita alla fabbrica Wonka e alle sue incredibili meraviglie zuccherine scopriamo che essere dei bambini come il piccolo Charlie è la vera fortuna, e che per diventarlo sono necessarie però delle buone guide. Nessuno si vizia da solo. Una favola per i bambini capricciosi e un monito ai loro genitori.
Il libro è rivolto sicuramente ad un pubblico di giovanissimi e come tale penso che avrei apprezzato maggiormente la lettura in passato. Allo stesso tempo non si può negare che Dahl abbia creato un personaggio (Willy Wonka) ed un mondo "crudelmente" affascinanti. Essendo il primo libro di questo autore che leggo non mi sento di esprimere un giudizio eccessivamente positivo, come mi è capitato di vedere per molte recensioni , ma allo stesso tempo ammetto che farei volentieri un giro nella fabbrica Wonka.
Nel complesso dò a questo libro un 7 con un + per gli Umpa-Lumpa e gli scoiattoli apri-noci.

A questo indirizzo di wikipedia trovate  una panoramica della vita dell'autore e delle sue opere
Qui  trovate il sito ufficiale inglese di Roald Dhal