Visualizzazione post con etichetta Giappone. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Giappone. Mostra tutti i post

giovedì 2 maggio 2013

Dio odia il Giappone. Romanzo d'amore e fine del mondo

Dio odia il Giappone
Romanzo d'amore e 
fine del mondo
di: Douglas Coupland casa editrice: ISBN collana: I vinili pag: 224 illustrazioni: Michael Howatson titolo originale: God hates Japan




Hiro Tanaka è alla ricerca di risposte. Conclusi gli studi superiori si trova a dover fronteggiare una realtà in cui non si riconosce e  un sistema di cui non riesce a fare parte. Rivolgendosi ad un suo futuro clone di un ipotetica lontana realtà, racconta le sue vicende e le sue riflessioni.

Caro Clone, se fra molti, moltissimi anni, dovessi leggere questa mia recensione potresti probabilmente porti questa amabile domanda (io me la farei, e in fondo non sei gene dei miei geni? O più disneyanamente piume delle mie piume?): di cosa parlava Dio odia il Giappone? Ebbene caro clone sappi che a distanza dalla tua fantasmagorica realtà (anche a te fa schifo la rucola? chissà..ma non divaghiamo) le risposte potrebbero non essere del tutto semplici. Hiro Tanaka si muove in un Giappone che finge di recitare una parte assegnatagli molto tempo fa. Il Giappone vuole i suoi figli parte integrante di una comunità precostituita e ben delineata, ove ogni bravo giapponese, come la tessera di un mosaico, sappia esattamente dove incastrarsi e quale ruolo svolgere. Quello che il meccanismo ben oliato del Giappone non prevede però è il declino di valori in cui nessuno sembra voler più credere. La funzionale macchina chiamata Giappone comincia a mostrare più di una crepa, sbuffa e mantiene un ritmo che non è più quello di ciascun giapponese. Hiro Tanaka, che si muove come un outsider ai margini di questo schema, si chiede cosa il Giappone stia facendo a se stesso e ci mostra la realtà di giovani giapponesi che fra droghe, sballi di ogni tipo e lavori saltuari sembrano non voler incarnare in nessun modo il prototipo nazionale. La ricerca interiore di Hiro, il suo sbalordimento per ciò che non riesce a penetrare di quello che lo circonda, parte dalla conversione di alcune compagne di classe al mormonesimo, visto, come tutto ciò che è straniero o gaijin, come un intrusione e una farsa. Hiro ci parla in prima persona, e in particolare si rivolge al suo immaginario clone, con una rabbia che sembra rivolta al mondo intero, ma che poi si traduce in un odio bellicoso verso la rigidità degli schemi giapponesi, senza però venirne mai veramente a capo, senza riuscire a batterli davvero. Non mancano gli spunti sarcastici o i momenti drammatici, legati sempre alla realtà giapponese, e rivolti anche al mondo al di fuori del Giappone che viene visto come qualcosa da disprezzare e qualcosa a cui allo stesso tempo anelare. Douglas Coupland si immedesima in un ragazzo giapponese moderno e allo stesso tempo resta indiscutibilmente uno straniero che cerca di capire il giappone, amarlo , farsi accettare, per poi  esserne rigettato, il tutto mai detto per sua stessa voce, ma inevitabilmente tradotto dalle parole di Hiro. Perchè dunque Dio odia il Giappone? Hiro vi racconta la sua storia, a voi lettori ( e a voi cloni) l'ardua sentenza. Consigliato a chi cerca un insolito punto di vista sul Giappone, a chi vuole una lettura rapida e particolare e a chi si sta chiedendo come sarebbe il suo clone. Caro Clone la rece è finita, chissà se ti piacerà. Voto: 7.

lunedì 8 aprile 2013

Autostop con Buddha. Viaggio attraverso il Giappone

Autostop con Buddha.
 Viaggio attraverso il Giappone

di: Will Ferguson casa editrice: Feltrinelli collana: Universale economica pag: 454 titolo originale: Hitching Rides with Buddha



Will Ferguson, canadese trapiantato in Giappone, decide di mettersi in viaggio in autostop  sul percorso del "Fronte dei Fiori di Ciliegio", ossia seguire la fioritura dei ciliegi dal Sud del Giappone fino ad Hokkaido nell'estremo Nord. Un viaggio all'inseguimento della Primavera Giapponese.

Autostop con Buddha è una guida ironica e scanzonata alle meraviglie e alle contraddizioni del Giappone, viste dagli occhi di un austoppista tanto improbabile quanto tenace. La fioritura del ciliegi in Giappone, il Sakura Zensen, è un evento accolto e festeggiato dai giapponesi con grande enfasi, che "ne monitorano l'avanzata con uno zelo normalmente riservato agli eserciti in massa", e che rappresenta un fugace spettacolo di grande bellezza per chi si trovi ad osservarlo. Il racconto di Will, sulla scia dei petali rosa, non si limita però a narrarci delle città giapponesi come farebbe una guida turistica, ma mostra il Giappone e i giapponesi attraverso la lente d'ingrandimento di un osservatore sagace e profondamente legato a questa da terra da emozioni contrastanti. Will infatti ama il Giappone, ma allo stesso tempo lo odia, in un mix di sentimenti che, per sua stessa ammissione, non si alternano l'uno all'altro, ma coesistono indissolubilmente: "Non si può amare il Giappone e poi odiarlo e poi amarlo come un metronomo. Il Giappone è un paese che si odioama, a cui ci si avvicinallontana, da cui si vuole andarestare". Le città descritte nel suo divertentissimo viaggio, così come i volti e le storie di tutti i giapponesi a cui Will strappa un passaggio, sono lo sfondo di un percorso che non è solo un viaggio del corpo, ma soprattutto una ricerca forsennata dell'animo per capire una terra tanto bella quanto assurda. Le vite di tutti coloro che danno un passaggio a Will, spesso il loro stesso genuino e ingenuo coinvolgimento nel tentare di aiutare l'autore (talvolta deviando di molti chilometri per accompagnarlo nel viaggio, o ospitandolo e persino pagando per lui) incantano e divertono il lettore, mostrando del Giappone il lato più particolare e caratteristico. Allo stesso tempo Will Ferguson riesce a creare un una sapiente miscela di dettagli storici, geografici e personali che intrattengono e appassionano alla lettura e fanno venire una gran voglia di viaggiare per il Giappone, sebbene il distacco dei giapponesi verso gli stranieri venga descritto, analizzato e valutato molto a fondo ( e forse per tutto il libro) senza infiocchettature o imbellimenti smielosi. Will vorrebbe essere amato dal Giappone così come lui lo ama, e alla fine del suo racconto e del suo pazzo viaggio sapremo quale sarà la risposta alla sua ricerca di un punto di congiungimento con questa isola affascinante. Le descrizioni delle bellezze paesaggistiche non mancheranno e nemmeno i momenti di profonda riflessione o quelli di spassoso intrattenimento. Autostop con Buddha è un libro divertente, interessante, pieno di notizie ghiotte, ma  non privo, all'occorrenza, di un cinismo spietatato, e che si legge facilmente e non annoia mai. Consigliato a chi ama i libri di viaggio con approfondimento personale, a chi adora il Giappone e a chi cerca una lettura ricca di humor. Voto: 8


Qui il sito dell'autore