domenica 16 giugno 2013

Dark Lord. Le origini

Dark Lord.Le origini

di: Jamie Thomson casa editrice: Salani pag: 318 titolo originale: Dark Lord. The Teenage Years illustrazioni: Freya Artas





Come vi sentireste se, temibili e incontrastati Oscuri Signori, vi risvegliaste nel corpo di un tredicenne umano? Senza più Agghiaccianti Legioni al vostro servizio, senza più Elmo dei Padroni sul vostro capo e senza la possibilità di soggiogare ogni forma vivente (o non vivente) al vostro volere? Uno Oscuro Signore alle prese con le scuole medie...

La sola vista della vostra insignificante umanità ferisce i miei occhi e insulta la mia vista. Come Oscura Signora di questo Blog dell'Eterna Catastrofe mi basterebbe schioccare le dita acciocché Stargazer, il mio Drago del Dolore Alato, vi schiacciasse come insetti. Ma oggi mi sento molto magnanima, per cui mi limiterò ad utilizzare un incantesimo della Imposizione-Letturale e vi costringerò a leggere la mia recensione. Mentre voi patetiche creature vi apprestate dunque a leggere le mie tetre e fosche parole deciderò cosa fare di voi alla fine della rece. Dark Lord, meglio noto a se stesso come Oscuro Signore e Padrone della Torre della Ferrea Disperazione, si è risvegliato nei panni di Dirk Lloyd un tredicenne di cui non si conoscono le origini, che viene presto affidato alle cure della famiglia PureJoy. Con l'aiuto di Chris e Sooz (fedeli attendenti) cercherà di tornare nella sua dimensione. Jamie Thomson (collaboratore dell'Oscuro Signore) ci introduce nella mente più comicamente malvagia e  spassosamente spietata che la narrativa per ragazzi abbia mai incontrato. L'Oscuro Signore si trova a dover dimostrare al mondo (per poi ovviamente soggiogarlo) la sua perfida e letale natura, ma non è molto facile quando è prima necessario finire i compiti! Scivolando sulle macchinose elucubrazioni di un Lord del Male nelle vesti di uno studente delle scuole medie, potreste presto ritrovarvi con un ghigno sul viso mentre voltate rapidi le pagine alla scoperta dell'ultima malefica trovata di Dirk. Non preoccupatevi dunque se la vostra natura ferreamente buonista vi induce a parteggiare sempre per le forze del bene, Dark Lord saprà come piegarvi al suo volere, facendovi desiderare, con lo scorrere delle pagine, di essere almeno un Orco o un Goblin per entrare nelle sue schiere. Non occorre dunque che siate dei malvagi lettori per godere appieno della lettura, una mente potente come quella dell'Oscuro Signore è in grado di volgere a suo piacimento le vostre preferenze, e alla fine della storia non potrete che esserne soggiogati conquistati. Ho trovato questa lettura maleficamente scorrevole, con un protagonista che mi ha ispirato una affettuosa e brutale devozione e che mi ha rallegrato con i suoi stratagemmi bizzarri. E' stata sufficiente una mezza giornata di lettura per finire il libro, che in definitiva ho trovato molto carino, e piacevole a sufficienza per intrattenere senza essere mai infantile o scontato. Orbene, siete infine giunti alla fine della rece patetiche entità, ma vedo un luccichio funesto nel vostro sguardo che mi compiace non poco. Sì! Credo di aver risvegliato in voi un pernicioso interesse per questa tenebrosa lettura. Credo dunque che risparmierò le vostre anime, almeno fino alla prossima rece. Consigliato a lettori di tutte le età Santo Cielo!  Per i sette Inferi!. Voto: 8.

Un brano tratto dal libro:

"Dirk aggrottò le sopracciglia. I servizi sociali? Erano un qualche tipo di legione o reparto militare con il compito di spazzare via i reietti della società come umani, Elfi e altri inutili paladini del bene? Un'unità specializzata nella pazzia! Sembrava utile. Perché non ci aveva mai pensato? Una legione di Orchi folli, psicotici e rabbiosi, per esempio, che idea straordinaria! C'era tanto da imparare da questo mondo. Sempre che riuscisse a sopravvivere a ogni nuovo incontro con i suoi abitanti.
<<Non temere, siamo qui per aiutarti>> lo rassicurò Wings.
<<Ma certamente>> rispose Dirk. <<E ora prestate molta attenzione, insignificanti esseri umani. Prima di tutto, mi rivelerete dove mi trovo.Quindi mi fornirete degli indumenti, incluso il mio Mantello, e mi condurrete dal vostro capo. Accetterò immediatamente una sua dichiarazione giurata di fedeltà e, subito dopo, assumerò il controllo della città. Chiunque deciderà di opporsi, verrà distrutto.>>"

Qui di fianco la copertina inglese del secondo libro della serie dal titolo: "Dark Lord. A friend in Need"

giovedì 6 giugno 2013

Joyland

Joyland
di: Stephen King casa editrice: Sperling & Kupfer collana: Pandora pag: 351 titolo originale: Joyland



1973. Devin Jones, squattrinato  studente universitario originario del Maine, trova un lavoro stagionale  presso il parco di divertimenti Joyland nella Carolina del Nord. Dev ha ventuno anni, un cuore spezzato e davanti a se un'Estate come Allegro Aiutante in un parco con un oscuro segreto. Anni prima un efferato delitto si è infatti consumato all'interno del tunnel dell'orrore nel Castello del Brivido di Joyland, una ragazza, Linda Gray, è stata brutalmente uccisa e abbandonata da un uomo all'interno dell'attrazione e ora pare si manifesti come fantasma ai lavoranti del parco. Nella calda Estate di Joyland, Devin imparerà molto sulla mascotte di Joyland (il simpatico Howie), sul rutilante mondo dell'intrattenimento vacanziero e sui misteri che l'avvolgono.

Se voi bifol...hem..se voi lettori conosceste la "Parlata" non avrei bisogno di dirvi che è necessario impiumare lo sparaspara e caricare il montafessi, perché sarebbe chiaro anche agli occhi del più ingenuo  frolloccone. Nel parco di Joyland si vende divertimento e nessuno meglio di una Allegro Aiutante lo può sapere. Usando i passaggi fra baracconi, tendoni, giostre e chioschi imparereste come schizzare da un capo all'altro del parco in zero secondi e sapreste che la gioia di un frolloccone è il vostro obiettivo giornaliero. L'obiettivo di Stephen King in Joyland è invece quello di descrivere la strana estate del buon vecchio (si fa per dire) Jonesy che per racimolare qualche spicciolo ad uso universitario si ritrova nei panni (ma anche nella pelliccia) di tuttofare all'interno di Joyland, mentre combatte con la graduale presa di coscienza dell'essere stato scaricato dalla sua ragazza e si arrovella sulla tragica morte di Linda Gray. L'iniziale parte del romanzo, una buona metà invero, incentrata sulla descrizione piacevole e fantasiosa della vita del parco ,fatta in prima persona da Dev, risulta estremamente scorrevole e divertente, e le pagine fluiscono rapide tra le mani del lettore. Non sapendo infatti che si tratta di un romanzo di King potrebbe sembrarvi una leggera lettura di intrattenimento con un lievissimo risvolto paranormale sullo sfondo. Se infatti state pregustando una lettura densa di paura e brividi, sappiate che Joyland è un romanzo giallo in cui il giallo sembra essersi ritrovato a passare per caso. Niente morti sulle montagne russe, o al tiro a segno o sulla ruota panoramica quindi, ma solo un fantasma sfortunato nel tunnel dell'orrore. Niente di stupefacente quindi, lo sapevate, King ha addirittura cambiato editore per l'occasione proprio per mettere sull'avviso i suoi fedeli lettori che questa era una lettura diversa dal solito. Quello che però non ci si aspetta è sicuramente l'estrema marginalità della parte "gialla" e di come questa venga sviluppata in fretta e in maniera poco approfondita all'interno dell'opera. Joyland si legge in pochissime ore e alla fine della lettura (seppur piacevolissima) si resta con l'impressione di aver letto un lungo racconto invece di un romanzo. La soluzione del caso avviene così repentinamente e in maniera così superficiale da rimanere un po' spiazzati. Lo svolgimento delle scene clou è così veloce da sembrare, come già detto, quella di un racconto, in cui è necessario stringare tutto in poche scene per brevità. Come lettrice di romanzi di ogni genere ho trovato molto ben fatta tutta la parte riguardante il "mondo del parco", ma poco soddisfacente quella gialla. Nel complesso quindi ho apprezzato e trovato divertente tutta la parte "Joyland", con la descrizione delle giostre, delle varie attività del parco e dei suoi personaggi (la chiromante Rozzie, il caposquadra Pop) o l'esibizione del Simpatico Howie nell'Hokey Pokey,  ma deludente il fulcro della storia , il mistero delle uccisioni, che viene liquidato alla bell'e meglio. In definitiva volendo apprezzare appieno questa lettura dovrete gustarvi quello che vi viene offerto senza troppe aspettative sulla risoluzione del mistero, visto così il libro vale la spesa, ma se i romanzi gialli sono il vostro pane quotidiano potreste rimanere con un po' di amaro in bocca. Consigliato a chi ama King, a chi cerca una lettura carina ma non paurosa e al frolloccone che è in ognuno di voi. Voto: 7.


 Di fianco la copertina originale americana.

lunedì 3 giugno 2013

Il trono di spade: Tempesta di spade.I fiumi della guerra.Il portale delle tenebre. Vol. 3

Il trono di spade: 
Tempesta di spade.
I fiumi della guerra.
Il portale delle tenebre. Vol. 3

di: George R.R.Martin casa editrice: Mondadori collana: Oscar grandi bestsellers pag: 1213 titolo originale: A Storm of Swords - Book Three of a Song of Ice and Fire




Il tentativo di attacco ad Approdo del Re di Stannis Baratheon è miseramente fallito. Bloccate dalle catene poste sotto il fiume e dalle fiamme dell'altofuoco le navi e gli equipaggi di Stannis vengono decimati. A Delta delle Acque Catelyn Stark lascia fuggire Jamie Lannister con la solenne promessa che le riporterà le sue figlie Sansa ed Arya. Nella sua fuga in ceppi Jamie è seguito dalla guerriera Brienne di Tarth (ex scudiera del defunto Renly Baratheon), e da Ser Cleos Frey. Mentre lo strano terzetto viene inseguito dagli uomini di Delta delle Acque (fedeli a Robb Stark ora re del Nord), Arya Stark con Gendry e Frittella fugge da Harrenhal cercando di raggiungere Grande Inverno, che non sa essere stata distrutta da Theon Greyjoy. Fuggiti dal castello ormai distrutto, Bran Stark lo spezzato (creduto da tutti morto), con l'aiuto dei fratelli Jojen e Meera Reed e del forzuto Hodor cercano di sfuggire agli uomini di Ferro. Stannis Baratheon, sotto l'influsso della sacerdotessa rossa Melisandre, pianifica il suo nuovo tentativo di ascesa al trono. L'immenso esercito di Bruti di Mance Ryder è in rotta verso la Barriera deciso a raggiungerla ed attraversarla a costo di distruggerla per fuggire dagli Estranei. Infiltrato fra le file dei bruti, Jon Snow, guardiano della notte, cerca l'occasione di fuggire per avvertire i suoi confratelli. Oltre il mare stretto Daenerys Targaryen, leggittima erede al trono di spade, ora a capo di un kalasaar e con il possesso di tre draghi viaggia per ottenere l'esercito che le permetterà di riconquistare il Trono di Spade.

Valar Morghulis, tutti gli uomini devono morire. Con queste parole Arya Stark riceve una strana moneta e l'invito ad utilizzarla con gli uomini di Braavos se dovesse trovarsi nei guai. Mai parole furono più profetiche per il terzo libro delle cronache del ghiaccio e del fuoco. Tempesta di spade è un bagno di sangue. Con i punti di vista alternati di Jon, Arya, Catelyn, Sansa, Bran, Davos, Daenerys, Tyrion e le new entry Jamie Lannister e Samwell Tarly, questo terzo incredibile libro non vi risparmierà le scene più cruente e le  lotte più serrate. Inseguimenti, tradimenti, intrighi quanto mai velenosi, rivelazioni incredibili e colpi di scena da mozzare il fiato vi intratterranno lungo tutte le 1213 pagine, da cui difficilmente riuscirete a staccare gli occhi. George R.R. Martin supera se stesso e scrive un terzo libro che vi terrà incollati alle pagine dall'inizio alla fine, con il fiato sospeso e la bocca aperta per l'incredibile numero di avvenimenti.  Con il suo originale e riconoscibile stile il vecchio George R.R. ancora una volta, e vostro malgrado, riuscirà a rendervi simpatico il personaggio più impensabile (e qui tenetevi forte perché il suddetto personaggio è davvero un'incredibile carogna) e a farvi odiare ancora di più (cosa che non ritenevo possibile) Joffrey Baratheon. Ancora una volta si confermano miei beniamini Jon Snow e Arya Stark, e altri personaggi si definiscono ulteriormente scavandosi un posto d'onore nella cerchia dei "pensavo fossero perfidi,ma sono molto peggio". Non avrete il tempo di pensare "ora succederà questo" che Martin la vecchia volpe, ve la farà sotto il naso riuscendo di nuovo a stupirvi.Se dopo i due corposi libroni iniziali avete infatti avuto paura che non ci fosse più molto da dire su Stark, Lannister & Co, ecco che sarete costretti a ricredervi. Prendete tutto ciò che sapete dei vostri beniamini e tenetevi stretti alle gomene  perché il vascello letterario su cui state per imbarcarvi sta per affrontare un'incredibile uragano, un cataclisma di eventi e una burrasca di emozioni, una mortale tempesta di spade. Consigliato a lettori adulti, a chi ha amato i primi due libri della serie (cosa state aspettando? leggetelo!!!) e a chi adora le avventure anche quando sono molto sanguinose. Indugi? Che gli Estranei se li portino! Voto: 8 e mezzo.

Qui la mia recensione del Vol. 1 delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco
Qui la mia recensione del Vol. 2 delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco 
Qui la pagina di wikipedia che riporta la suddivisione fatta da Mondadori nella traduzione dei Romanzi di G.R.R.Martin.

giovedì 23 maggio 2013

Topolino 3000

Topolino n°3000

Mercoledì 22 Maggio 2013 è stato il giorno dell'uscita del numero 3000 di Topolino. Il Sogno del Drago non poteva non partecipare all'evento, che vede un'edizione speciale del mitico topo con extra-foliazione e dediche speciali. Il volumetto presenta infatti 322 pagine contro le solite 150/160 , una copertina parzialmente in rilievo , 14 storie, le dediche in calce alle pagine e una caccia al tesoro su internet! Ma andiamo con ordine.

Le quattordici storie sono tutte a tema "3000", con l'intervento di molti autori noti di Topolino e così intitolate:
  1. Pippo, Gambadilegno e... il colpo da 3000 (soggetto e sceneggiatura: Tito Faraci disegni: Giorgio Cavazzano colori: Mirka Andolfo)
  2. Zio Paperone e il Tiranno dei Mari (soggetto e sceneggiatura: Francesco Artibani disegni: Corrado Mastantuono colori: Mirka Andolfo)
  3. Topolino e il sorprendente 3000 (soggetto, sceneggiatura e disegni: Casty)
  4. Peperinik e la Grande Caccia alla Numero 3000 (soggetto e sceneggiatura: Marco Bosco disegni: Andrea Freccero)
  5. Qui, Quo, Qua e le Prelibatezze a Km 3000 (soggetto e sceneggiatura: Teresa Radice disegni: Stefano Turconi)
  6. Tip, Tap e la Combinazione Fortunata (soggetto  e sceneggiatura: Augusto Macchetto disegni : Lorenzo Pastrovicchio
  7. Indiana Pipps e i 3000 anni incompiuti (soggetto: Bruno Strada disegni: Massimo De Vita)
  8. 3000 Metri sopra il cielo di Paperopoli (soggetto, sceneggiatura e disegni: Silvia Ziche) ( storia che comprende la "caccia al tesoro" su internet)
  9. Archimede & Edi e il Cacciatore di Passato (soggetto e sceneggiatura: Roberto Gagnor disegni: Clausio Sciarrone colori: Elisa Braglia)
  10. Gastone e la Bolletta n° 3000 (soggetto e sceneggiatura: Carlo Panaro disegni: Marco Gervasio)
  11. Eta Beta l'uomo del 3000 (soggetto e sceneggiatura: Fabio Michelini disegni: Francesco D'Ippolito)
  12. La Banda Bassotti e il Raduno dei 3000 (+1) (soggetto, sceneggiatura e disegni: Enrico Faccini)
  13. Ciccio e la Partita numero 3000 (soggetto e sceneggiatura: Riccardo Secchi disegni: Alessandro Perina)
  14. Paperino Paperotto e l'amico del 3000 (soggetto e sceneggiatura: Bruno Enna disegni: Roberta Migheli)
Il numero è corredato di numerose dediche: alcune in forma di "tweet" contrassegnate da un uccellino rosa, blu o verde a seconda che si trattasse rispettivamente di Vip, Team di Topolino o Lettori, e riportate in calce alle pagine, oppure sotto forma di disegni (sempre a tema 3000) su pagine dedicate. Il numero 3000 esce inoltre in corrispondenza del completo restyling del sito Topolino.it, con nuovi funzioni e soprattutto con la possibilità di partecipare alla succitata "caccia al tesoro" della pagina mancante  finale della storia n° 8. Per partecipare alla caccia al tesoro non è necessario iscriversi e dopo alcuni semplici giochi è possibile ottenere il pdf stampabile a colori della pagina agognata.  Il volume presenta anche delle pagine "di presentazione" prima di ciascuna storia dove sono riportati i tanti personaggi comparsi sulle pagine di Topolino in tutti questi anni.

Personalmente ho particolarmente apprezzato le storie n°1, 9 e 12. La prima per la storia molto carina e il disegno tratteggiato a matita, dai colori che sembrano acquerelli con il mio adoratissimo Pippo (yuk!) alla cui sceneggiatura ha partecipato Tito Faraci. La n° 9 per il disegno moderno e i colori brillanti, e soprattutto per la storia sci-fi davvero bella che mi ha ricordato i meravigliosi tempi di PKNA. Ed infine la n° 12 per avermi fatto conoscere un incredibile marea di Bassotti da ogni parte del Globo. Nel complesso in realtà mi sono piaciute tutte le storie, e una menzione va sicuramente a quella di Silvia Ziche (la n°8) che fa un'umoristica e Paperonesca versione di Tre metri sopra il cielo.

Se volete accaparrarvi una copia di Topolino 3000 vi consiglio di affrettarvi, perché già ieri pomeriggio molte persone su twitter non erano riuscite più a trovarlo. Qui sotto potete vedere Starry con la mia copia.



Qui il sito di Topolino.it
Qui la caccia al tesoro

mercoledì 22 maggio 2013

Lo strano mondo di Alex Woods

Lo strano mondo di 
Alex Woods
di: Gavin Extence casa editrice: Garzanti pag: 343 titolo originale: The Universe Versus Alex Woods



Alex Woods ha alle spalle una vita fuori dal comune. Non ha mai conosciuto suo padre, sua madre gestisce un negozio di spiritismo, all'età di dieci anni è stato colpito da un meteorite e soffre di epilessia. A scuola si sente diverso dagli altri e ben presto diventa vittima dei bulli. Inseguito da tre ragazzi, Alex finisce nel giardino del Signor Peterson che ben presto diventerà un amico fuori dal comune. Ma nella vita di Alex le cose fuori dal comune sono molte, e presto si troverà nel mezzo della notte, sotto una pioggia battente alla frontiera di Dover...

Lo strano mondo di Alex Woods è un racconto a flashback, che inizia dalla fatidica notte piovosa alla frontiera di Dover, quando Alex è ormai diciassettenne. Il titolo orginale, "L'universo Vs Alex Woods",  rende forse meglio lo spirito con cui questo libro è stato scritto e centra maggiormente l'intenzione dell'autore. Quello di Alex Woods infatti è un percorso che lo porta a confrontarsi con l'universo e a cercare un modo di definirlo in relazione a tutti gli eventi di cui sarà protagonista. Un meteorite cambia la sua vita all'età di dieci anni rendendolo diverso dagli altri, a causa dell'epilessia e della cicatrice sulla sua testa e, in relazione a quanto l'universo gli ha fatto, Alex cercherà di vivere in un modo che gli appartenga davvero. Se infatti il suo essere differente gli procurerà diversi guai, allo stesso tempo gli consentirà di capire che non vuole essere diverso da quello che è. Lo spazio siderale gli ha lanciato un messaggio e Alex Woods risponderà nel modo che sentirà essere il migliore. Ma il confronto con l'universo del protagonista non è un percorso solitario, la conoscenza con lo scorbutico Signor Peterson, reduce del Vietnam, lo porterà a porsi domande sull'esistenza e ad affrontare anche il tema della libertà personale, vissuta come pieno possesso sulla prorpia esistenza dalla vita fino alla morte, nel rispetto della libertà degli altri.  Entreranno in gioco i libri di Kurt Vonnegut che proprio sul tema della libertà, della vita e della morte saranno i mediatori del messaggio su cui poi si basa tutta la vicenda del protagonista. Cosa è dunque vivere? Cosa è veramente essere liberi? Domande molto difficili se si è solo adolescenti come Alex. Gavin Extence scrive un romanzo con un intento narrativo ben preciso e, nonostante le tematiche forti, lo fa con una levità sufficiente ad affrontare anche il più tragico dei temi senza troppi sentimentalismi o tentativi di impietosire. Alex infatti non è un eroe tragico e la sua storia, narrata in prima persona, riserva anche dei momenti del tutto spensierati e un po' sornioni. Quello che forse non riesce in pieno a Gavin Extence è il suo tentativo di fare un melting pot fra la già difficile situazione di Alex e quello che poi accadrà con Peterson, come se avesse iniziato a parlare della storia di un'adolescenza e poi avesse deciso bruscamente di inserirci anche temi come la morte e l'eutanasia. Sebbene, tramite il flashback iniziale, il lettore sappia già cosa ci si aspetterà dal racconto, è come se tutta la storia di Alex, per quanto interessante, fosse usata solo come mezzo per arrivare a quella di Peterson. E' chiaro l'intento narrativo, ma nel momento in cui ci si affeziona al personaggio l'attenzione non è più puntata su di lui e questo un po' dispiace, si vorrebbe sapere ancora qualcosa in più . Ma probabilmente quello che era più caro all'autore era il messaggio complessivo del libro, forse più importante anche dei protagonisti stessi e in cui Vonnegut sarà, tramite i suoi scritti, un intermediario importante. In definitiva un libro che si lascia leggere facilmente, scorrevole, con personaggi ben definiti e anche qualche riflessione apprezzabile e ben scritta sul mondo della prima adolescenza. Consigliato a lettori che apprezzano i libri che sembrano surreali, ma trattano temi reali , agli adolescenti che non hanno paura di temi forti e chi apprezza storie in parte  tristi ma non strappalacrime. Voto: 7.

Un brano tratto dal libro:

"In caso non lo sappiate, in seconda media la diversità non viene celebrata. In seconda media essere diverso è il peggior crimine che si possa commettere. Anzi, è praticamente l’unico crimine che si possa commettere. Questo perché la maggior parte delle cose che l’onu bollerebbe come crimini contro l’umanità in seconda media non sono considerate tali. La crudeltà è permessa. La brutalità è permessa. L’arroganza è permessa. La superficialità è ben accetta. I gesti eclatanti di violenza sono permessi. È permesso ricavare piacere dall’umiliazione degli altri. Ficcare la testa di qualcuno nel water è permesso (a maggior ragione se la vittima è uno sfigato e la tazza è sporca). Nessuna di queste cose mette a repentaglio il tuo status sociale. Ma essere diverso, be’, quello è imperdonabile. È la migliore scorciatoia per la Terra dei Paria. Un paria è un individuo che viene escluso dalla parte dominante della società. E se sai tutto questo a dodici anni, probabilmente è perché sei anche tu un abitante della Terra dei Paria"



Di fianco la copertina originale inglese

martedì 21 maggio 2013

Librerie elettroniche e Pericolosi Saltatori

Cari utenti del Drago,
è un bel po' di tempo che non facciamo quattro chiacchiere, colgo quindi l'opportunità in occasione della mia iscrizione a due nuove librerie virtuali su internet, Goodreads e Wuz ( che si aggiungono a quella di anobii), e faccio una precisazione su un fatto riportato in una delle mie recensioni di Aprile, ossia L'ambasciatore di Marte alla corte della Regina Vittoria di Alan K.Baker.

In coincidenza con il Salone del libro di Torino, conclusosi con successo ieri, il sito italiano Wuz ha inaugurato una nuova libreria virtuale gratuita che attualmente è ancora in fase beta, ma che promette bene per il futuro. La nuova libreria di Wuz permette di importare tutti i libri presenti sulle librerie di anobii o Goodreads tramite un file  CSV (che potete facilmente ottenere mediante "esporta dati") o inserendo direttamente ciascun libro manualmente. Personalmente non sono riuscita ad utilizzare il file CSV di anobii, per cui ho prima creato una libreria su Goodreads (sempre mediante CSV di anobii) e poi col file CSV di Goodreads ho creato la libreria su Wuz. All'appello mancano ancora diversi libri, poiché Goodreads non mi ha indicizzato i libri dell'edicola, ma l'aggiusterò un po' alla volta con il tempo. La libreria di Wuz al momento permette di valutare i libri con una "scheda di valutazione multipla" con voti su trama, personaggi, stile, incipit e finale, ricavandone un voto complessivo che ne è la media (con voti da 1 a 10). E' possibile diventare "amici" di altri utenti e collocare i libri nelle sezioni che si preferisce fra "la mia libreria, stanza, casa" e aggiungere anche libri fuori catalogo, inoltre è possibile creare gruppi di discussione e diventare fan di un autore. In linea di massima Wuz non è ancora in grado di battere anobii o goodreads, ma come ho precisato, è una versione Beta, quindi le cose miglioreranno con il tempo (si spera). Il vantaggio di Wuz consiste nel fatto di essere sviluppato da un team italiano e pertanto, fornire forse una maggiore possibilità futura di interazione e richieste di cambiamenti (come prima, si spera). Io mi sono iscritta subito per assicurarmi il nick stravaganza, quindi se ci tenete al vostro nick vi invito a fare lo stesso. Se volete aggiungermi come amica le mi due nuove librerie su Wuz e Goodreads sono queste:

Wuz

Ma veniamo ai saltatori. Ad Aprile ho recensito il libro di Alan K. Baker L'ambasciatore di Marte alla corte della Regina Vittoria in cui l'autore inseriva un inquietante personaggio denominato "Jack il saltatore". All'epoca associai questo nome  ad una rivisitazione fantasiosa di "Jack lo squartatore", ma leggendo un'altro libro ho scoperto che Jack il Saltatore è un personaggio del folklore inglese del periodo Vittoriano, descritto come un essere metà uomo metà diavolo in grado di spiccare portentosi balzi, che si divertiva a spaventare ed assalire ignari passanti. Quella di Alan K. Baker ne è quindi una rivisitazione in chiave steampunk-sci-fi. Per saperne di più vi lascio le pagine di wikipedia italiana e inglese:

Detto questo, Oh utenti, vi saluto e vi invito a spiccare un balzo sulle mie librerie! :)

giovedì 16 maggio 2013

La regina degli scacchi

La regina degli scacchi

di: Walter Tevis casa editrice: Minimum Fax collana: Minimum classics  pag: 377 titolo originale: The Queen's Gambit 



Beth Harmon ha otto anni  è orfana e vive  presso l'istituto Methuen Home di Mount Sterling nel Kentucky. I bambini accolti nell'istituto ricevono tutti una pillola di tranquillante due volte al giorno e sono tenuti a rispettare molte regole. Un giorno Beth scopre, nello scantinato della scuola, il custode, signor Shaibel, giocare da solo a scacchi ed in breve il fascino del gioco l'avvolge in spire sempre più strette. Mentre sviluppa una pericolosa dipendenza da tranquillanti e la direttrice le proibisce di giocare a scacchi  nonostante la sua eccezionale bravura, Beth continua a coltivare dentro di sé la sua passione, che la porterà in seguito ad entrare nel mondo degli scacchisti professionisti.

La Beth descritta da Walter Tevis è una bambina che sembra essere sommersa e soffocata dalla vita dell'orfanotrofio, con le sue regole fatte apposta per annientare lo spirito che c'è dentro di lei e verso cui Beth prova un rigido distacco e senso di rifiuto. Attraverso l'utilizzo dei tranquillanti,  Beth trova l'unico modo di allontanare da sé l'ansia che la divora per una vita che non la rappresenta e non la capisce.  Quando l'uso dei tranquillanti viene vietato, Beth, che ne  è ormai dipendente, si troverà ad un bivio di assoluto terrore.  La passione per gli scacchi resta per lei l'unica dimensione a cui sembra appartenere, in cui il suo straordinario talento matematico si sviluppa e si definisce. Beth non si piace fisicamente e non si riconosce nel mondo di regole e ipocrisia della Methuen, dove l'unica figura che le diverrà cara sarà quella della ragazza di colore Jolene, ragazzina sprezzante e tenace a cui si legherà in uno strano rapporto di odio-affetto. Al di fuori della Methuen Beth farà di tutto per riuscire a ritrovare la strada che le appartiene davvero, quella del gioco degli scacchi, e a cui poi si aggrapperà saldamente. Beth ha un talento innato e non comune che in breve la porterà a vincere sfide e campionati e la proietterà verso la ricerca di importanti titoli nel settore. Walter Tevis ricostruisce una figura tenace e determinata, ma allo stesso tempo fragile nel suo rapporto con il mondo, da cui Beth si allontana mediante i tranquillanti prima e l'abuso d'alcol poi.  L'unico vero ponte fra Beth e gli altri restano gli scacchi. Anche all'interno di tutta la confusione generata dalle sue dipendenze e dalle sue paure Beth riuscirà a definire se stessa solo nel gioco che le appartiene con lacci indissolubili. Se infatti nel corso della storia Beth avrà delle storie amorose, queste saranno sempre vissute con  distacco, mentre tutto quello che fa vibrare realmente la  sua sfera emotiva rimarrà legato alla sua passione e al suo talento per il gioco. La regina degli scacchi però non è solo la storia di una incredile scacchista, ma anche la narrazione di un mondo (quello degli scacchi) in cui le donne sono ancora viste come delle estranee, non ancora pienamente accettate o riconosciute per il loro valore e in cui Beth si farà strada con tenacia. Walter Tevis ha unito in questa storia alcune sue personali vicende, la dipendenza da tranquillanti e l'abuso d'alcol, con la parziale ricostruzione in chiave romanzata della straordinaria carriera scacchistica di un giocatore americano realmente esistito Bobby Fischer, a cui si è quasi sicuramente ispirato. Nonostante la descrizione tecniche di numerosissime partite giocate, il libro resta leggibile anche per chi, come me, non conosce il gioco degli scacchi, attraverso le descrizione dei sentimenti e degli stati d'animo di Beth che divengono un buon interprete di ciò che accade sulla scacchiera. In definitiva un libro interessante e particolare che si lascia leggere anche dai non addetti ai lavori. Consigliato a chi ama gli scacchi, a chi vuole saperne qualcosa di più e a chi cerca una storia insolita. Voto: 7